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Alberi monumentali della Lombardia, provincia di Lecco

by in Alberi Monumentali, Lombardia
abete del Culmine di San Pietro

abete del Culmine di San Pietro

 

Nel chiostro della benedettina, romanica abbazia di Piona, si trova un ALLORO più che centenario, col tronco dalla circonferenza di 3 metri. La pianta, che di solito non supera la taglia di un alberello, ha qui un’età e dimensioni notevoli. Le sue proprietà medicinali sono purificatrici. Per questo le antiche profetesse greche ne bruciavano o masticavano le foglie prima di vaticinare. 

A Varenna, sulla piazza dell’imbarcadero ci sono due CEDRI DEODARA di cui uno molto bello, Nel giardino della villa Monastero,  aperto da marzo a ottobre, c’è una MAGNOLIA SEMPREVERDE di 400 anni, col tronco dalla circonfereza di circa 6 metri, un CALOCEDRO col tronco dalla circonferenza di circa 4 metri, vari CIPRESSI con circonferenze simili. una PALMA DEL CILE con circonferenza di circa 2 metri.

Da Barzio si sale verso Culmine San Pietro a 1300 metri di altitudine dove, dietro la chiesetta seicentesca c’è un antico roccolo abbracciato da un FRASSINO con la circonferenza del tronco di 3 metri. A pochi metri, uno spettacolare ABETE a candelabro con 9 bracci, ha la circonferenza del tronco di circa 4 metri. L’età dei due alberi è calcolabile tra i 100 ed i 200 anni.

Da Margno è possibile prendere la funivia per il Pian delle Betulle, circondato da boschi di larice, a 1480 m slm con stazione sciistica. Dietro la chiesina si trova un lieve rilievo con BETULLE pendule di età avanzata di cui la veterana, dalla circonferenza di circa 3 m nel suo tronco biforcuto e altezza 19, si trova vicino al campetto di bocce. Anche se le dimensioni non sono notevoli, l’elegante forma del tronco ingrigito ed i sottilissimi rami, ricoperti di licheni, creano un’atmosfera suggestiva.. Le bellissime betulle dal tronco bianco e dalle foglie triangolari che in autunno diventano color giallo oro, hanno molte proprietà curative.

Ad Olgiate Molgora, davanti alla villa Sommi Picenardi, circondata da un bel parco, un PLATANO orientale di circa 130 anni, dalla circonferenza del tronco di 9 metri, fra i più grandi d’Italia, dà un senso di grandiosità davvero notevole. Lo si vede bene anche dalla strada ma, se si vuole visitare il parco, occorre prendere appuntamento.

 

oleandro a Pescarenico

oleandro a Pescarenico

 

A Lecco, nella frazione di Pescarenico dove è stato ambientato il celebre romanzo “I promessi sposi”, nella piazzetta caratteristica lungo il lago ci sono due PIOPPI NERI di cui uno davvero molto bello, con la circonferenza del tronco di circa 4 metri ed un’altezza intorno ai 25, della possibile età intorno ai cent’anni. Continuando lungo il lago verso sud, poco dopo aver superato dei bei salici piangenti, si trova un PIOPPO GRIGIO di imponenza simile al parente appena citato. In città, di fronte ad una scuola, in via Pizzi, in un giardinetto c’è un FAGGIO PENDULO con tronco dalla circonferenza di 3 metri, davvero molto bello. I faggi, che di norma vivono tra i 1000 e i 1200 metri, spesso vengono piantati nei giardini delle ville, soprattutto nella spettacolare varietà pendula, coi rami che toccano terra.

 A Malgrate, vicino al porticciolo ci sono due IPPOCASTANI di oltre 150 anni con la circonferenza del tronco di circa 4 metri e un’altezza di 20.

 A Merate, in via Allende n.3, nel cortile di una villa c’è un’enorme SEQUOIA GIGANTE, a cui sono stati tagliati i rami bassi e la punta, così che si nota la mole, più che la bellezza di un albero messo a dimora nel luogo meno idoneo, dato che per sua natura può arrivare, nei secoli, ai 100 metri di altezza, con un tronco in proporzione.

Sempre a Merate, nella strada sotto l’osservatorio astronomico, sul bordo dello stagno San Rocco, ci sono CIPRESSI CALVI alti oltre 35 metri, con tronchi con circonferenza di 4,5 m. circa. In città li conoscono erroneamente come sequoie, perché hanno il fogliame che in autunno diventa fulvo prima di cadere come fanno le metasequoie. Ma le pigne e la forma delle foglioline, oltre che gli pneumatofori (radici emergenti a pinnacolo) li rendono inconfondibili. Sono originari della Florida, dove crescono nelle paludi, spesso immersi in acqua. Per respirare meglio, le radici fanno spuntare dei tronchetti verso l’alto, che sembrano nanetti di legno. Coi cipressi non hanno in comune se non i frutti, galbuli legnosi. In autunno le loro foglioline leggere diventano di un rosso fulvo davvero magnifico.

Ancora a Merate, vicino al cimitero, c’è un parco pubblico, adesso separato dalla villa privata originaria. Il “cannocchiale” di CIPRESSI ne ha di molto imponenti, con fusti di 4,50 m. circa di circonferenza. Anche i PINI DOMESTICI hanno misure ragguardevoli del pari.

A Verderio Superiore, nel mezzo di una rotonda si trova un magnifico PLATANO ultracentenario con il tronco dalla circonferenza di circa 6 metri e una gran chioma.

 A Introbio, nel parco della villa di inizio novecento che adesso ospita il municipio e la biblioteca, si trova un FAGGIO rosso dal gran tronco e vigorose radici in parte fuori terra, che pur avendo meno di 100 anni ha dimensioni e portamento notevoli.