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Alberi monumentali dell’Umbria, provincia di Terni

by in Alberi Monumentali, Umbria
cerro di Montalfina

cerro di Montalfina

 

Andando da Orvieto verso Castel Giorgio, al km 22 della strada statale 71, sulla destra si vede un bellissimo CEDRO DEL LIBANO che sporge oltre il muro di quello che era il parco di una villa, poi di un ristorante. Sopra il cancello c’è ancora la bella scritta “Buon Viaggio”, che dà il nome alla località. La circonferenza del tronco è di circa 5 metri e l’altezza intorno ai 25. Questo tipo d’albero era tipico delle montagne libanesi, dove ormai scarseggia. E’ stato importato tre secoli fa per essere piantato nei parchi o nelle piazze dei municipi dell’Italia del Nord, per il senso di rispetto che la sua imponenza suscita. Si riconosce per gli aghi a ciuffetti, per i rami che formano ampie tettoie, per la punta che dopo i cent’anni si appiattisce.

Arrivati a Castel Giorgio ed oltrepassato il cimitero, sulla sinistra si vede un albero che dalla forma, da lontano un pino domestico. E’ invece un CIPRESSO DI MONTEREY (California), che da giovane è più stretto, ma con l’età si allarga, come questo. Il tronco ha una circonferenza di 4,5 metri. Vicino a lui c’è una stele commemorativa di un episodio tragico del 1932, quando due aerei italiani in esercitazione si sono scontrati, sopra i campi lì vicini.

Riattraversando la cittadina e prendendo la strada in direzione di San Lorenzo nuovo, dopo due chilometri si trova sulla sinistra una strada sterrata indicata come Montalfina. Porta ad un castello privato ma è di libero accesso. Dopo poco si vedono le magnifiche QUERCE CERRO che hanno alcuni secoli e costeggiano la strada. Dopo 700 metri dall’inizio della stradina c’è l’albero più bello, col tronco dalla circonferenza di circa 4,5 metri. Il cerro si riconosce subito per la corteccia molto incisa, a grossi tasselli chiari, che hanno un colore rosato nel punto di connessura. Le foglie sono simili alle altre querce, ma più strette. Le ghiande hanno cappucci quasi spinosi.

Oltrepassata Parrano, a circa 500 m di altitudine, si vede la chiesetta di San Gabriele sulla destra. Nel prato si trova un CASTAGNO della possibile età di 400 anni e la circonferenza di circa 7,5 metri. E’ particolarmente bello sul lato in pendenza, dove le radici cave sono rivestite di muschio.

A 15 chilometri da Narni, verso S.Lucia e continuare fino oltre S. Urbano. In un bosco di lecci, vegeta un CASTAGNO che si dice sia dei tempi di San Francesco. La circonferenza del tronco è 5 metri e l’altezza 20. Si trova presso un santuario dedicato al patrono d’Italia. Lavori di consolidamento delle rupi stanno sconciando esteticamente i luoghi. L’albero è imponente, ma è probabilmente una derivazione dalla ceppaia di quello originario. Il castagno, molto esigente in fatto di terra, lo conosciamo bene per i suoi frutti e meno per i fiori, che pure sono belli, a Giugno. Molti alberi hanno infiorescenze a forma di spighette erette o pendule.

Il belvedere superiore della cascata delle Marmore ha bei boschetti ombrosi. Appena si entra dall’abitato nella zona alberata, sull’angolo di fronte a un asilo infantile c’è una QUERCIA ROVERELLA che viene spontaneo chiamare “sua maestà” per la forma e il portamento magnifici. Il tronco ha una circonferenza di circa 4,50 m.

Alberi antichi di 3 milioni di anni, sono i resti fossili di SEQUOIE dissepolte una trentina d’anni fa in una cava d’argilla a Dunarobba. Sono protette da capanne di lamiera rivestite di canniccio, che le fa sembrare tende o libri aperti e rovesciati. Sono ancora allo stato legnoso, caso unico, forse, al mondo. Entrata a pagamento dal martedi al venerdi. Per raggiungere Dunarobba, da Todi, prendere la strada per Avigliano. Un chilometro prima di raggiungerlo, ci sono le indicazioni per la foresta fossile.