Museo del tabacco di San Giustino (PG)

foto del museo - ingresso dell'essiccatoio

foto del museo del tabacco si San Giustino – ingresso dell’essiccatoio

 

Il tabacco, conosciuto per la prima volta dagli europei a Cuba, era utilizzato dagli indigeni come pianta medicinale ed era fumato nelle cerimonie sacre. Inizialmente era stato coltivato in Europa soprattutto per contrastare il mal di testa, ma col tempo ha finito col subire un uso indiscriminato e pericoloso, come è avvenuto con le bevande alcoliche e col cibo.

Il museo di San Giustino, realizzato nell’essiccatoio che risale agli anni venti del secolo scorso, invoglia a rendere giustizia a questa vituperata pianta, che nell’Umbria settentrionale si coltiva in abbondanza. All’inizio di Agosto, ai lati della superstrada se ne vedono i campi fioriti di rosa, in cima ai lunghi steli dalle grandi foglie. Se li si lasciano fecondare, i fiori ben presto sono sostituiti da semi minuscoli quasi come granelli di polvere, che vanno sparsi con maestria a febbraio nei semenzai, per mettere poi a dimora le piantine nei campi dalla terra dove crescono rapidamente dall’inizio di maggio. Spesso i fiori vengono recisi prima che si aprano, per far sviluppare meglio le foglie raccolte man mano che sono pronte ad essere essiccate per più di un mese nei capannoni, dove si mantiene sufficiente umidità perché restino elastiche.

 

foto del museo - passerella sospesa sopra le travi dell'essiccatoio

foto del museo – passerella sospesa sopra le travi dell’essiccatoio

 

Gli alti stanzoni semibui del museo del tabacco, appena sollevate da terra hanno ancora le serpentine in cui passava l’aria calda, che in autunno asciugava enormi quantità di foglie appese dagli uomini alle travi con le pertiche.

Solo dopo questa fase il tabacco passava nelle mani delle donne che, fino a che erano stati i sigari ad essere preferiti dai fumatori, avevano il lavoro più qualificato. Le sigarette, pur essendo in uso già nel cinquecento, avevano cominciato a diventare popolari dal secondo decennio del novecento, quando si era trovato il modo di confezionarle con macchine che riducevano molto l’intervento umano.

 

foto del museo, parte bassa dell'essiccatoio

foto del museo, parte bassa dell’essiccatoio

 

Come nei tabacchifici cubani esiste ancora un lettore ad alta voce, che ogni giorno legge romanzi alle sigaraie per un’ora al mattino e una al pomeriggio, lo stesso accadeva in un passato non troppo lontano in quelli di San Giustino, diffondendo la cultura dei classici presso le classi sociali più umili. Magari si riprendesse questa consuetudine!

 

www.museotabacco.org

Nel comune di san Giustino c’è la ex repubblica di Cospaia

A pochi chilometri, in Toscana, a Sansepolcro c’è il bellissimo museo delle erbe

Salendo da san Giustino in direzione di Urbino, dopo una ventina di chilometri si arriverà a Lamole, col museo dei colori naturali, accanto alla pieve romanica benedettina a 600 m. di altitudine.

 

 

 

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