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Cibo a sorpresa sull’albero delle farfalle

by in Alimenti, Animali, Piante, giardini, parchi
colopmopane

foglie e frutto del Mopane da www.plantzafrica.com

 

Nelle zone calde e asciutte del Sud Africa, il Colospermum mopane per proteggersi dal sole eccessivo, avvicina le foglie come fanno le farfalle con le ali e le rivolge di taglio ai raggi. Non è dunque sotto di lui che si può trovare ombra e, per la maggior parte degli animali, nemmeno nutrimento, perché le sue foglie contengono la velenosa trementina. Quando sono appena spuntate o già disseccate, però, ce n’ è poca e diventano così l’ultima risorsa di elefanti e altri animali.

Lo chiamano albero delle farfalle perché le sue foglie assomigliano alle loro ali, ma anche perché mangiate da future falene che, quando sono bruchi voraci, li spogliano interamente del verde prima di andarsene a scavare un rifugio sotto terra, profondo anche un metro. È solo li che si avvolgono nella loro prodigiosa coperta di filo, per proteggersi mentre si formano le ali, le antenne ed il corpicino minuto di farfalle notturne. Sono quelle sfuggite agli abitanti del posto, che colgono dai rami quanti più bruchi possono, per disseccarli e mangiarli come pietanza ricca e prelibata, venduta anche ai ristoranti di città.

 

mopane-worms

foto da bizarrefood.com

 

Una notte, finalmente completata la loro trasformazione, gli insetti lacerano i bozzoli. Lo spazio intorno è ben poco e le lunghe gallerie da percorrere per tornare libere all’aria sono pericolose. È ancora impossibile srotolarsi, sgranchirsi, sbocciare. Solo una piccola parte delle ali, prudentemente accostata al corpo, le rivela come falene ancora incomplete. Veloci, risalgono verso la crosta del terreno che le ha nascoste, cercano l’albero che avevano lasciato e si arrampicano sul suo tronco fino a raggiungere i rami su cui sono spuntate nuove foglie, che da rosse sono ormai diventate di nuovo verdi. Finalmente possono sfoderare per intero le ali e volare. Maschi e femmine subito si cercano per accoppiarsi quella stessa notte, in un turbinio che al mattino lascia le sue tracce nelle minuscole uova sulle foglie e in un gran tappeto di ali ormai immobili, che si sfarinano a terra, sotto il nuovo sole.

Dal mio libro ALBERI DELLA CIVILTA’ -gli alberi che difenderanno il nostro futuro