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Accenno alla musica di Mali e Senegal

by in Arte e cultura

Fatoumata Diawara – foto da Canzoni contro la guerra

 

In Mali e Senegal si può trovare una musica incantatrice, anche perché suonata con strumenti tradizionali dalla melodia dolce, come quello della kora e del balafon e ritmata da quello profondo del djembé, del sabar, del doundoum, del gongoma, del tama.

Un cantante senegalese di fama internazionale dalla voce potente, che canta spesso nella lingua pulaar della regione da cui proviene e che trasmette una profonda spiritualità è Baaba Maal. Chitarrista e percussionista, ha studiato musica all’università di Dakar e belle arti a Parigi, poi di ritorno in Africa ha fatto parte di alcuni gruppi ed ha cantato in molti Paesi del mondo. Qualche titolo: Kalaaio, Still, Bouyel, Dunya Salam

Maliano e molto più giovane è Sidiki Diabaté, musicista di kora, piano, chitarra, compositore, cantante e rapper, è anche produttore. E’ detto “Piccolo Principe della Kora”. Canzoni :Dakan Tigui, Ignanafi Debena

La cantante maliana Rokia Traoré, che usa spesso la sua lingua nativa in testi di profondo significato, seduce con la dolcezza e l’eleganza. Canzoni: Sabali, Munneissa, Sarama, Yere Uolo

Di nazionalità maliana anche se residente in Francia è Fatoumata Diawara, cantante e attrice famosa nel mondo. Canzoni: Bissa, Sowa,

Del Mali è anche Boubakar Traoré, con melodiose canzoni accompagnate dalla chitarra, simbolo del suo paese che negli anni sessanta del novecento era diventato da poco indipendente. Un titolo: Congo magni

Altro maliano è Salif Keita, discendente diretto del primo imperatore e fondatore del Mali, Sundjata Keita, nel 1235. La sua condizione di nobile e al tempo stesso quella di albino, che in Mali è considerato segno di sfortuna e condanna all’emarginazione, hanno caratterizzato il suo stile, in cui gli strumenti musicali tradizionali e i sintetizzatori lavorano in sintonia. Canzoni: Madan, Melynga

 

kora – foto da Wikipedia

 

Gli strumenti musicali tradizionali sono realizzati con il legno, le fibre e i frutti di diverse piante, le pelli di diversi animali.

La kora è un’arpa liuto tradizionale della cultura mandinka (del Mali). La cassa di risonanza è fatta con metà di una particolare zucca che cresce sull’albero calebassier, ricoperta con pelle di mucca o di antilope e 21 corde di cuoio degli stessi animali, tese su un lungo manico di legno.

Il balafon è uno xilofono che ha casse di risonanza di varie grandezze e disposte orizzontalmente fatte con metà delle stesse zucche di calebassier. Le più grandi producono un suono più grave, le più piccole lo hanno più acuto. Sopra di loro sono disposte tavolette di legno o di bambù con dimensioni adeguate alle casse di risonanza. Si suona percuotendole con bacchette.

I sabar sono tamburi a calice ricavati da un solo tronco su sui viene tesa una pelle di capra. Si suonano con la mano e un bastoncino.

 

tamburo parlante – foto da wikipedia

 

Lo djembé ha la forma del mortaio per cereali e spesso gli aggiungono appendici di metallo dette orecchie, che evidenziano meglio il ritmo

Il doumdoum è cilindrico e si suona con le bacchette.

La gongoma è uno strumento semplice fatto con lamelle flessibili di legno o ferro fissate su una scatola o una zucca. Si pizzicano le lamelle.

Il tama è un tamburo dalle origini antichissime a due pelli dalla forma a clessidra, conosciuto come tamburo parlante perché se ne ottengono tonalità comprensibili come parole.

Il krin è un piccolo tronco cilindrico in cui sono scavate longitudinalmente due fessure che si percuotono con delle bacchette. Riproduce i suoni della foresta.