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Bella e indipendente, la fucsia

by in Piante
fucsia_da giardinaggio.it

fucsia da giardinaggio.it

 

 

I fiori della fucsia, che fanno pensare a ballerine o, almeno, a gioielli, appartengono a una pianta capace di diffondersi con la prolificità e la tenacia di un’erbaccia, purché trovi il clima e il terreno adatto a lei. Nel diciassettesimo secolo aveva sedotto l’abate Charles Plumier, botanico francese e missionario, durante una sua ricerca di piante nel continente americano che allora era chiamato ancora Indie Occidentali. La fucsia viveva in simbiosi con un impollinatore degno della sua grazia, il colibrì, nelle foreste di montagna e nelle zone ombrose del centro e del sud America. L’abate ne aveva spedito i semi o forse qualche pianta con una nave da carico che era naufragata. Così, in Europa era arrivata solo la descrizione della bella, dato che gli appunti botanici erano stati prudentemente spediti con un’altra nave. Il generoso abate le aveva dato non già il proprio nome, come sarebbe stato normale, ma quello di Leonard Fuchs, tra i padri fondatori della botanica tedesca nel sedicesimo secolo.

 

fucsia_da giard.it

fucsia – foto da giardinaggio.it

 

Fino al 1788 nessun europeo aveva visto il fiore, quando un esemplare brasiliano della varietà coccinea, era stato offerto ai celebri Kew Gardens britannici. Col tempo si erano trovate anche a Thaiti e in Nuova Zelanda, varietà che andavano da quelle nane ad arbusti e addirittura alberi ed epifite. Erano state accolte con tale entusiasmo da diffondersi in tutti i giardini. Trovando umidità e freschezza abbondanti, col tempo le fucsie erano evase dalle proprietà private per installarsi in luoghi di loro scelta, soprattutto in Irlanda. Certo avevano accettato altri impollinatori meno affascinanti dei colibrì ma altrettanto efficaci e si sono diffuse ovunque in forma di arbusto e alberello. Chissà che sorpresa per i giardinieri del Meridione, che sudano sette camicie per farle acclimatare in patria.

 

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