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Fiori giganteschi

by in Piante, giardini, parchi

Amorphophallus titanum foto da Wikipedia

 

Uno dei fiori più grandi che si conosca, è l’Amorphophallus titanum, scoperto a Sumatra nell’ottocento da Odoardo Beccari, che ne ha fatto arrivare i semi all’Orto botanico di Firenze, dove è fiorito in serra. È alto fino a due metri, con una corolla simile ad una lunga gonna viola, plissettata e rovesciata, dall’altissimo capolino nel mezzo alla cui base si trovano fiori maschili e femminili. Una volta fecondati diventano frutti rossi simili ad olive nella forma e nelle dimensioni. È molto bello, ma dall’odore nauseabondo, perché per la fecondazione si rivolge a mosche e coleotteri, solitamente attratti dalla carne in putrefazione.

Anche la Rafflesia arnoldii cresce nella foresta pluviale dell’Indonesia ed è puzzolente per attirare le mosche, ha il diametro di oltre un metro e pesa qualche chilo, crescendo direttamente da terra e prendendo il nutrimento da una liana di cui è parassita, del genere Tetrastigma. Il frutto ha le dimensioni di un melone.

Meno grande ma molto bello, anche se altrettanto puzzolente è il fiore di Stapelia gigantea, coi suoi 40 centimetri a stella di cinque punte, di origine sudafricana.

 

Rafflesia raimondi – foto da internet

 

Un’infiorescenza straordinaria è quella della Puya raimondi, una bromeliacea che cresce in gruppi nelle zone aride e a grande altitudine sulle Ande. La pianta, simile alla yucca, ha foglie lunghe, dure e lanceolate che si irraggiano da un unico punto e che ospitano nidi di uccelli. È alta fino a dieci metri, ma la sua infiorescenza eretta glie ne aggiunge due, con ottomila fiori sulla spiga che, nei tre mesi di vita, vengono impollinati da diciassette specie di colibrì. Come l’agave, la rafia, il bambù, fiorisce una sola volta nella vita, proprio prima di morire. Si dice che avvenga dopo oltre cent’anni di vita, ma in serra può succedere molto prima, date le condizioni protette in cui si trova. È stata scoperta nell’ottocento dal botanico italiano Antonio Raimondi, ma è antichissima, come il ginkgo, la cicadina, l’araucaria, la welwitschia.

Infiorescenze gigantesche e spettacolari, simili a grandi e bianche piume di struzzo appartengono a una delle palme più grandi, con foglie adeguate al resto. Si tratta della Coripha umbraculifera, che cresce Nel sud-est Asiatico- Fiorisce una sola volta e poi muore, fra i 30 e gli 80 anni e le occorrono dodici mesi per completare i frutti e poi morire. Possiede anche le foglie più grandi fra le palme (vedi nella sezione foglie) Una sola fioritura prima della morte tocca anche alla rafia, al bambù, all’agave.

Un’altra palma dalle vistose, lunghissime infiorescenze bianche o giallo chiaro è la Brahea armata o Erithea armata, conosciuta come palma blu del Messico, dalle foglie che tendono al blu e i piccioli delle foglie spinosi, che cresce in luoghi con abbondanza d’acqua e bassa quota. Sopporta però le basse temperature e per questo si può trovare in Europa. Resiste al vento salso del mare. Le infiorescenze ermafrodite sono lunghe fino a cinque metri e i frutti scuri e tondi del diametro di due centimetri.

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