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Il bello della Val Vigezzo (VCO)

by in Italia inconsueta

 

Dieci chilometri di strada ripida portano sull’altopiano dove Druogno, Santa Maria Maggiore, Craveggia e Malesca sorprendono con la bellezza delle loro case dagli alti comignoli, dai tetti in piote di sasso che proteggono suggestive balconate, dagli affreschi a tema religioso su una parete esterna. Sono numerose le case signorili, che si accompagnano con grazia a quelle più modeste ma sempre di gradevole aspetto. Fino dal seicento questa valle ha avuto pittori di talento, testimoniata dagli affreschi piccoli e medi su buona parte delle case, dove la Madonna è quasi sempre presente nella sua qualità di protettrice dalle malattie e dalle disgrazie. Il pittore Giovanni Maria Rossetti Valentini, tornato dalla Francia dove aveva fatto fortuna, nel 1878 aveva fondato a Santa Maria Maggiore una scuola d’arte gratuita, attiva ancora adesso per corsi estivi. A Craveggia sul muro di cinta di quella che era stata la casa originaria di G.M.Borgnis, celebre pittore emigrato in Inghilterra nel settecento, c’è una pittura murale relativamente recente che illustra un incontro davanti a casa sua.

Centro storico di Santa Maria Maggiore. Sui comignoli si vedono sagome si spazzacamini

 

Sui tetti nei tanti toni grigi delle piote di pietra locale, i comignoli alti che in passato testimoniavano la ricchezza e il prestigio delle famiglie portando il fumo più in alto che altrove prima di lasciarlo libero, ricordano che il mestiere dello spazzacamino era caratteristico di questa valle. Da qui ogni autunno partivano per le città italiane ed estere gli uomini accompagnati da uno o più ragazzini, perché per togliere le incrostazioni di fuliggine dalle canne fumarie, che si risalivano puntando i piedi su una parte e la schiena sull’altra, ci voleva un corpo minuto. Questo lavoro faticoso, pericoloso e insalubre, è documentato nel Museo dello Spazzacamino e celebrato ogni mese di Settembre con un raduno che fa incontrare quelli che nel mondo intero ancora lo esercitano o lo ricordano. La fuliggine nera e infiammabile che il legno bruciato lasciava lungo il percorso casalingo del fumo, veniva venduta per farne inchiostri o concime e aveva finito col dare ricchezza.

 

Casa di Craveggia con affresco

Ma a Santa Maria Maggiore c’è anche la Casa del Profumo, in onore del suo concittadino Giovanni Maria Farina, emigrato a Colonia nel settecento dove aveva commercializzato l’unico profumo tuttora in vendita con la stessa formula, ideata da Giovanni Paolo Feminis e chiamata in origine Aqua Mirabilis, per le sue qualità lenitive. Su una base di agrumi, è formata da una trentina di essenze vegetali diverse che in passato avevano sparso la loro fragranza anche sugli abiti tradizionali tipici della valle, esposti qui, dove vari pannelli spiegano la storia dei profumi e dei costumi.

Vari piccoli musei nelle frazioni e il santuario della Madonna a Re, le passeggiate nei boschi e le attività sportive, completano le attrattive culturali di questa valle dal bel paesaggio con le Alpi sullo sfondo, che può essere contemplato anche viaggiando con il trenino bianco e blu che da Domodossola porta a Locarno, nella confinante Svizzera.