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Incomprensioni e ingiustizie che si potrebbero evitare

by in Umanità

 

Se guardate la foto qui sopra, sul momento vi sembrerà di vedere una fiaschetta ma osservando la seconda, che mostra a cosa è collegato quell’oggetto, vi renderete conto di esservi ingannati. Vedrete che quello è un frutto di limone all’inizio del suo formarsi. Lo stesso genere di inganno avviene con la figura più in basso nel testo.

 

 

Questo piccolo esperimento mostra come parte di un’immagine, isolata da ciò da cui deriva, possa apparirci tutt’altra cosa rispetto a quella che è davvero. Accade così per i fatti della vita, per ciò che si legge o ciò che si sente. In tal modo si danno giudizi senza rapporto con la realtà, ci si fissa su interpretazioni che la travisano e che possono avere brutte conseguenze per sé e per gli altri. Si cade in simili equivoci per la spinta interna dell’istinto, che fa reagire con estrema rapidità a uno stimolo e che in molti casi è davvero utile, perché fa del tutto a meno del tempo, della conoscenza e della riflessione richieste dalla ragione. In una situazione di urgenza e di pericolo in particolare, ma anche in molti altri casi l’istinto è quel grande amico dell’essere umano come degli animali fin da tempi lontanissimi, quando le condizioni di vita erano molto diverse da quelle attuali ed esigevano quindi un comportamento diverso. Per questo oggigiorno gli accade di farci compiere azioni del tutto inadeguate alla situazione, provocando veri disastri, come avviene quando si traggono conclusioni affrettate.

 

 

Per rimediare a questo stato di cose che genera incomprensioni e ingiustizie fino alle peggiori conseguenze, è necessario ammettere la complessità dell’animo umano, che per essere gestito ha bisogno di conoscenza e di educazione. Per fare bene qualsiasi cosa materiale si ammette che è necessario conoscerla a fondo ed esercitarsi assiduamente. Invece per quanto riguarda l’immateriale ci si illude che basti imparare dall’esperienza, senza tener conto che il proprio carattere e chi si frequenta portano ad interpretare in modo diversissimo anche le cose più ovvie. A questo si aggiunge la difficoltà posta da una delle caratteristiche dell’istinto, che è quella di diffidare delle novità e delle diversità, perché potrebbero essere pericolose, ma se questo è utile in certi casi, in altri è del tutto controproducente. Ciò che è nuovo e diverso, anche quando è buono, può provocare un senso di disagio perché costringe a una certa fatica di adattamento, chiede di vincere la forza d’inerzia e le consuetudini, che sono molto più rassicuranti e facili, ma impediscono ogni evoluzione. Quel disagio viene interpretato dall’istinto come una prova di negatività e fa respingere o addirittura perseguitare la persona o l’idea o l’oggetto verso cui lo si è sentito.

 

 

In ogni caso un cambiamento positivo può avere successo solo se segue le strade della persuasione, perché qualsiasi forzatura fa chiudere la mente e il cuore. Al tempo stesso, chi ha maggiormente bisogno di essere persuaso è chi impiega da parte sua l’imposizione e i modi troppo spicci. Occorre dunque molta pazienza e buona volontà, ma a qualsiasi età si può riuscire, anche se è certo più facile cominciare da giovani. Dato che però ormai si vive molto a lungo, meglio fare qualcosa per evitare di trascorrere una vecchiaia amara.

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