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Museo etnografico Maison De Cogne, coabitazione di animali e umani

by in Animali, Arte e cultura, Musei della natura e dell'uomo

 

interno della maison de Cogne

Interno della maison de Cogne

 

Nelle campagne di pianura, fino all’ultima guerra succedeva ancora che durante le sere d’inverno le famiglie di contadini di una cascina si riunissero nelle stalle per parlare e raccontare storie, svolgendo magari anche qualche lavoretto manuale con la lana o il legno. Il calore emanato dalle mucche si sommava al ritmo pacifico del loro ruminare, conciliando una piacevole serata.

Poi, però, ciascuno tornava a casa propria, dove ovviamente non c’era alcun riscaldamento, per andare a letto dove uno scaldino dissipava il gelo delle lenzuola.

In certe zone d’Italia, però, l’asino o la mucca avevano uno spazio proprio dentro la casa. Lo si può vedere nel museo etnografico Maison de Cogne, in Val d’Aosta, l’abitazione con fienile accuratamente restaurata nell’aspetto che aveva all’inizio dell’ottocento. Gli spazi ben organizzati riservavano al grande animale una zona recintata della cucina, con un soppalco come soffitto, su cui era appoggiato un materasso per dormire, piacevolmente riscaldato tutta la notte.

Anche nei “sassi” di Matera, un’abitazione diventata museo mostra un asino di cartapesta che occupa lo spazio un tempo occupato da quello vero dentro la cucina. Il vantaggio di questa soluzione era anche di evitare il possibile furto.

Al museo delle popolazioni di montagna del mondo, a Brunico (vedi articolo), si vede una sistemazione molto raffinata degli animali in cucina. Gli svani del Caucaso circondavano il locale con pareti di legno decorato, con finestrelle dalle quali si affacciavano le capre ospitate lungo il perimetro.

Il Museo della Maison de Cogne si trova in montagna, a 1544 m. di altitudine, dove in inverno fa molto freddo e dove per la costruzione delle case si usava in buona parte il legno di larice, robusto e resistente alla pioggia. Lo si riconosce dalla tonalità rossa, che si scurisce sempre di più col tempo, dato che la luce del sole “abbronza” anche il legno. I larici sono le uniche conifere nostrane che perdono gli aghi in inverno, dopo che si sono colorati di un magnifico giallo. Si trovano sulle Alpi e non sugli Appennini.

 

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In tutta la provincia si possono trovare bellissimi alberi monumentali