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Alberi monumentali di Lombardia, provincia di Milano

by in Alberi Monumentali, Lombardia
tassodio del parco di Porta Venezia a Milano

tassodio del parco di Porta Venezia a Milano

 

Uno dei giardini pubblici più belli, suggestivi e ricchi di Milano, a pari merito con quello del Sempione, dietro il Castello Sforzesco, è senz’altro quello conosciuto come Montanelli o di porta Venezia realizzato nella seconda metà dell’ottocento nella forma attuale, con parti settecentesche nella struttura. Lungo il suo perimetro ci sono l’interessantissimo museo di scienze naturali ed altri correlati al tema. In autunno, ancora fino a fine Novembre, vedere i CIPRESSI CALVI o TASSODI, intorno al laghetto, quando sono di colore fulvo è davvero emozionante. Il più imponente è alto quasi 30 metri ed ha una circonferenza del tronco di circa 6 metri. Ci sono anche notevoli PLATANI, di cui uno molto importante sulla sinistra uscendo dal parco dove ci sono le statue nel prato. Anche due BAGOLARI sono degni di nota, con tronchi dalla circonferenza di circa 5 metri: uno all’ingresso fra via Manin e bastioni di Porta Venezia e uno un poco più a nord del tassodio più grande, dove c’è anche una QUERCIA ROSSA che purtroppo ha subito pesanti interventi ai rami. Sul grande prato a destra c’è anche un CEDRO DEODARA centenario.

Il parco Sempione, costituito cent’anni fa circa, ha una CATALPA con un tronco dalla circonferenza di circa 4 metri lungo il fianco destro del castello. Un NOCE DEL CAUCASO con una circonferenza di circa 4 m. sui bordi dello stagno nella parte più larga. Il noce del Caucaso si riconosce dalle foglie pennate e dai frutti che sembrano lunghissimi pendenti, la catalpa per le sue grandi foglie pelose ed i baccelli che ha come frutti, dopo aver avuto fiori bianchi abbondanti e vistosi. Un IPPOCASTANO con circonferenza di circa 4,5 metri si trova attraversando il viale a destra della biblioteca e BAGOLARI imponenti sono vicini all’opera di Arman, dalla parte opposta.

Prima di arrivare al parco di Villa Litta, lungo il viale Affori, da un giardinetto misero si vedono emergere già da lontano dei magnifici BAGOLARI. Uno, completamente addossato al muro verso il fondo ha una circonferenza del tronco di 5 metri ma soprattutto un portamento regale. Poco più avanti, sull’angolo della strada che porta al parco, un PLATANO dal tronco e dalle radici possenti dilaga sul marciapiede. Una meraviglia con circonferenza di 7 metri. I PLATANI ed i BAGOLARI sono i protagonisti assoluti anche nel parco di villa Litta, dentro i cui locali c’è invece la biblioteca. I bagolari sono fra gli alberi più belli in inverno, perché hanno una chioma a globo, con la parte più periferica dai ramoscelli tanto numerosi e fitti da farlo sembrare un soffione. Questo, naturalmente, quando non li si strazia come è pessima abitudine di troppi incompetenti.

Nel centro di Milano, il portone al numero 4 di via dei fiori scuri (che nome suggestivo!) porta verso l’antico palazzo di Brera dove si trova l’accademia d’arte, il museo di strumenti astronomici antichi, la biblioteca nazionale. Sul lato sinistro del malandato edificio, un vicoletto arriva fino all’ingresso del piccolo Orto Botanico, sorprendente per la sua strana collocazione fra i palazzoni. Quello di Brera, con tre strette torri cilindriche, coronato dall’antico osservatorio, ha generato un figlioletto nel 1870, vicino ad una vasca per la raccolta dell’acqua piovana che scende dalle sue grondaie. E’ un cilindro alto all’incirca tre metri, dalla base in mattoni e la parte superiore in rame, che serviva da osservatorio per la triangolazione dei pianeti.

Maschio e femmina di ginkgo biloba, piantati nel 1775 vivono vicini al muro di cinta sul fondo. Questo genere d’albero è tanto antico da essere chiamato fossile vivente. E’ raro trovare una femmina di questo albero in un giardino, perché i suoi numerosi frutti, delle dimensioni di piccole prugne, hanno un odore molto sgradevole quando marciscono a terra. I semi (e i frutti prima di marcire) sono gustosi se cucinati. Il ginkgo ha ottime proprietà antiossidanti e migliora la memoria. Le sue bellissime foglie a ventaglio, che crescono direttamente sui rami principali e non sui pochi ramoscelli secondari, in autunno diventano di un bel giallo intenso prima di cadere, tutte nel giro di pochissimi giorni. Gli alberi maschi si riconoscono dal loro aspetto slanciato, mentre le femmine sono più tondeggianti. Sono resistentissimi, tanto che un esemplare carbonizzato dalla bomba atomica esplosa ad Hiroshima nel 1944, dopo 3 anni ha fatto spuntare dalle sue radici un nuovo germoglio, diventato un albero che ancora vive.

Passando a Robecco sul naviglio, i grandi alberi di una villa danno subito il desiderio di fermarsi. Seguendo il naviglio a piedi, si è presi dalla bella atmosfera, che fa pensare alle ville sul Brenta, in Veneto, per il susseguirsi di antiche dimore, fra cui la casa Sironi Morelli del 18° secolo, a cui appartiene il parco, che invece di una recinzione ha un piccolo fossato a proteggerlo in quel punto. E’ così interamente visibile un bel GINKGO BILOBA centenario, con le foglie a ventaglio che in autunno diventano di un giallo molto brillante. E’ uno degli alberi più antichi e resistenti al mondo.

 

giardino di Porta Venezia

giardino di Porta Venezia

 

 A Cuggiono, nella zona del Parco del Ticino, che da Milano si può raggiungere in direzione Ovest verso Novara, al n. 3 di via Garibaldi in un giardino privato, ci sono alberi di un certo pregio. Tra gli altri si vede anche dalla strada una TUJA GIGANTE o TUJA PLICATA, alta 30 m. e con la circonferenza del tronco di circa 5. La tuja è parente asiatica del cipresso mediterraneo e, nell’aspetto, di quello americano di Lawson che è della famiglia Chamaeciparis. I tre sempreverdi hanno caratteristiche ben diverse nel loro portamento, pur avendo le stesse foglie, simili a ramoscelli. Il cipresso mediterraneo è tutto chiuso su sé stesso, col fusto centrale ben diritto che emette rami piccoli e incurvati verso l’alto facendogli assumere l’aspetto che ha la fiamma di una candela. Il suo colore verde scuro completa l’effetto di austera eleganza. La tuja, invece, è più aperta, con una sagoma a uovo e le foglie erette orientate in modo diverso, così da dare un’impressione di vivacità e curiosità. Il cipresso di Lawson ha la chioma più ariosa, con i rami che si discostano dal tronco, il fogliame pendulo, con effetto piangente ed il colore tendente all’argenteo. La tuja gigante, però, gli somiglia moltissimo pur non avendo due sue caratteristiche: l’odore fra quello del limone e quello del prezzemolo e delle sottili linee bianche sulla pagina inferiore delle foglie.

A Cuggiono, prima di arrivare alla sede del municipio nell’antica villa Annoni, in via Colombo si vedono due TIGLI sui lati opposti della strada, di cui uno ha un tronco di oltre 4 metri di circonferenza. Nel grande parco di villa Annoni ci sono un CEDRO DEL LIBANO di 200 anni, piantato subito dopo la costruzione col tronco dalla circonferenza di oltre 5 metri e l’altezza di 25. I cedri, grandi alberi dalle larghe chiome sempreverdi, si distinguono da noi soprattutto nella specie del Libano, con aghi corti e relativamente rigidi riuniti in ciuffetti, mentre i cedri deodara li hanno più lunghi e morbidi, con molti rametti penduli. Entrambi, dopo i 100 anni appiattiscono la punta. Nei pressi del laghetto, una QUERCIA FARNIA di grande bellezza ha un tronco con circonferenza di circa 4 metri. Il parco è piacevolissimo, oltre che per i molti alberi notevoli, per la parte lasciata a campagna.

Davanti al cimitero di Buscate, un CEDRO DEODARA con tronco dalla circonferenza di quasi 5 metri merita di essere visto, con la cicatrice lasciata da un fulmine su tutta la sua lunghezza.

In via Brera a Nerviano, in un’aiola fuori da una villa ci sono due GELSI BIANCHI di 500 anni, ritenuti i più vecchi della Lombardia, con i tronchi cavi dalla circonferenza di circa 4 metri e l’altezza intorno ai 10. Sono rimasti dai tempi in cui le loro foglie nutrivano i bachi da seta, allevati ovunque nelle campagne dai contadini.

A Cusano Milanino, detta città-giardino come Varese, in piazza della rosa c’è un notevole CEDRO DEODARA, anche se indicato come cedro del Libano. La differenza che si nota subito sono gli aghi più lunghi e morbidi, oltre a molti rametti penduli. Questo cedro ha una circonferenza del tronco di circa 5 metri ed un’altezza di 26.

A Sesto San Giovanni nel piccolo parco storico di villa Zorn, in via Cesare da Sesto, un PLATANO alto 30 m. e con la circonferenza del tronco di 5 si trova verso il fondo, vicino ad un BAGOLARO alto circa 25 metri col tronco dalla circonferenza di 4.

A Cernusco sul Naviglio, nel giardino della biblioteca in via Cavour c’è un perfetto BAGOLARO col tronco dalla circonferenza di circa 4 metri ed un’altezza di 20. I bagolari si riconoscono dalla corteccia liscia e grigia e la gran chioma a soffione, molto bella anche d’inverno proprio per questo. Nel sobborgo di Ronco, in un giardino accanto alla chiesa si trova un CEDRO DEL LIBANO con la circonferenza del tronco di 7 metri ed un’altezza di 25, mentre lungo il muro di cinta ci sono vari TASSl probabilmente centenerari come lui ma molto più piccoli, a causa della lenta crescita.

 A Cassano d’Adda, nella piazza del castello visconteo, c’è un GELSO BIANCO di 600 anni, cavo e con una circonferenza intorno ai 4 metri e mezzo.