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Alberi monumentali del Veneto, provincia di Venezia

by in Alberi Monumentali, Veneto
tassodi di villa pisani a Stra

tassodi di villa pisani a Stra

 

A Stra, nel parco della villa Pisani ci sono CIPRESSI CALVI molto belli intorno allo stagno del Kaffee Haus. Questi alberi non sono in realtà dei cipressi, ma dei tassodi, più simili ai tassi nel tipo di fogliame, ma al contrario di questi, perdono le foglioline in inverno, dopo che si sono colorate di un intenso rosso fulvo. Sono stati importati dalle zone paludose degli Stati Uniti ed hanno conservato una particolarità che aggiunge interesse al loro già bell’aspetto. Sulle radici, infatti, che di solito si trovano immerse nell’acqua e non hanno abbastanza ossigeno per respirare, crescono delle protuberanze alte dai 20 centimetri ad un metro, per ossigenarsi all’aria. Questi esemplari hanno oltre 100 anni. I TIGLI, lungo il viale che porta da lì verso la villa, sono più che centenari, alti, con le foglie a forma di cuore e riconoscibili facilmente all’inizio di giugno, quando i loro numerosi fiori color giallo chiaro profumano intensamente l’aria. I tigli sono considerati fin dall’antichità alberi guaritori, per le loro numerose virtù in questo senso. La più nota, ancora utilizzata è quella offerta dai fiori che, essiccati, servono per fare squisite tisane antispasmodiche contro le malattie da raffreddamento. Sulla pianta, attirano le api che ne fanno il ben noto miele. Dall’Alto Adige in su, sono alberi molto rispettati, un tempo piantati al centro delle piazze di paese per farvi le riunioni alla loro ombra. I PLATANI vicino alle scuderie sono alberi altissimi, dalla corteccia chiara, a volte bianca, che si sfalda a placche con effetto mimetico. Si riconoscono facilmente anche dalle grandi foglie coriacee palmate che, in autunno, diventano di un bel giallo e arancio. I CARPINI sul lato sinistro del parco si riconoscono dal tronco che sembra un fascio di muscoli e dalle foglie ovali appuntite che, in autunno diventano di un bel giallo. Sono tipici dell’Europa e dell’Italia.

A Mira, nel parco Villa dei Leoni ci sono grandi PLATANI (vedi descrizione sopra).

Sulla punta dello sperone di Mira Porte una magnifica MAGNOLIA sempreverde della probabile età di 300 anni, forse una delle più antiche del Veneto. E’ originaria degli Stati Uniti ed è stata fra i primi alberi a mettere fiori a corolla. Il metodo più antico di impollinazione, attraverso il vento che trasporta il polline dalle infiorescenze maschili a quelle femminili, tuttora usato dalle conifere, è stato migliorato con i fiori a corolla i cui colori, profumo e nettare attira api, bombi, farfalle che, nel visitarli per nutrirsi della generosa offerta, si impolverano di polline che poi, nella visita al successivo fiore, della stessa specie, lo fecondano. Coi frutti, l’albero segue lo stesso lungimirante procedimento di attrazione con colore, profumo, polpa in modo che uccelli e piccoli mammiferi, nutrendosene e trasportando il seme al suo interno, propaghino la specie il più lontano possibile.

Mirano è ricca di corsi d’acqua e d’alberi. Nel parco comunale, tra i più belli ci sono una MAGNOLIA sempreverde di circa 200 anni ed un CEDRO DEL LIBANO, vicini all’ingresso da via Bastia Fuori. Nella stessa strada, poco più avanti, dopo la biblioteca, spunta oltre il muro, visibile dal cancello di una proprietà in semi-abbandono, un grosso GELSO, di almeno 200 anni.

Nel comune di Mirano, via Ballò, 29, se si passa a Febbraio si può ammirare un meraviglioso CALICANTO centenario nel giardinetto di una casa, dove un tempo c’era probabilmente il giardino di una villa. L’arbusto coi fiori dal profumo di paradiso, ha una base di 4 metri di circonferenza, dalla quale spuntano molti polloni che poi formano la chioma alta all’incirca 5 metri.

farnia di Fossalta di Portogruaro

farnia di Fossalta di Portogruaro

 

A Noale, appena fuori dalla cittadina in direzione Nord, dopo aver imboccato la strada che porta a Montebelluna, lungo la strada sulla sinistra, prima di un corso d’acqua si vede una bella QUERCIA FARNIA, con un tronco dalla circonferenza di oltre tre metri, che doveva essere stata piantata più di cent’anni fa per segnare un confine.  La farnia è una quercia meno adatta delle altre ai terreni secchi. Infatti la si trova volentieri dove c’è abbondanza d’acqua. Tutte le altre querce hanno radici più profonde e maggior autonomia.

A Portogruaro, proprio dietro il duomo, dove passa il fiume Lemene, attraversando il ponticello con i due mulini e seguendo per qualche metro la bella passeggiata si raggiungono i due PLATANI saldati alle radici e inclinati in direzioni opposte ma parallele al corso d’acqua. Hanno all’incirca 100 anni e sono davvero molto belli, oltre che inseriti in modo scenografico nel paesaggio.

A Concordia Sagittaria (da sagittae, le frecce che lì venivano prodotte in epoca romana) vicino alla chiesa, in via I maggio 107, a ridosso del muro c’è uno SPINO DI GIUDA di 130 anni circa. Sul muricciolo c’è la riproduzione di un antico ed inconsueto orologio solare, preso dall’originale che si trova nel museo. E’ stata l’iniziativa di un’insegnante appassionata di scavi, proprietaria del terreno.

A Villanova di Sant’Antonio, nel comune di Fossalta di Portogruaro, davanti alla chiesetta di Sant’Antonio, una QUERCIA (farnia) spettacolare di circa 700 anni, dalla circonferenza di 10 metri e l’altezza di 20. La quercia è uno degli alberi più robusti e antichi dell’Europa e dell’Italia. Le sue ghiande sono state usate in passato anche per farne farina per il pane o per nutrire i maiali. La corteccia, ricca di tannini, cura molte malattie della pelle. E’ stata un albero sacro in tutto il mondo antico

Lungo la provinciale che da San Michele al Tagliamento porta a Bibione, prima di Bevazzana, sulla destra si noteranno facilmente sette bellissimi FRASSINI centenari, prima di un edificio rurale. Dimostrano quanto il paesaggio potrebbe essere facilmente migliorato in senso estetico e di sicurezza (danno solidità agli argini), di salute (purificano le acque e l’aria, danno una piacevole ombra d’estate). Dato che hanno avuto sufficiente spazio per espandersi, si sono mantenuti relativamente bassi, con vantaggio per la tenuta.

Un bel PIOPPO BIANCO si trova prima di arrivare a Brian provenendo da nord, sul lato sinistro, vicino alla ex scuola del Termine. Il posto è molto suggestivo, accanto ai resti della scuola velati dagli alberi che la circondano, vicino all’idrovora della bonifica.

Nella frazione del comune di Jesolo, Piave Nuovo, al km. 7.7 della strada provinciale 47, vicino al fiume c’è un PIOPPO BIANCO di circa 100 anni, molto armonioso, alto circa 35 metri. Tra i pioppi, alberi comuni in zone umide, quelli bianchi da giovani hanno la corteccia immacolata, che col tempo di fessura e si scurisce. Anche le foglie hanno la pagina inferiore bianca e pelosa, quella superiore invece è verde scuro. C’è poi la varietà grigia, incrocio fra il bianco ed il tremulo. Quest’ultimo ha foglie all’estremità di un lungo picciolo e per questo in continuo movimento, al minimo alito d’aria. Il pioppo nero ha la corteccia scura e foglie verdi a forma triangolare. Quello cipressino ha foglie come quello nero ma la forma stretta del cipresso.

Quando arrivando da Pordenone si passa per il comune di Cinto, sul fiume Caomaggiore, sulla destra si vede un grande GELSO dalla forma a candelabro. Da 400 anni vive vicino al mulino dove ancora si macina il granoturco. Questo tipo di albero era molto diffuso nei secoli scorsi perché le sue foglie erano il cibo per i bachi da seta, allevati dai contadini per integrare i magri guadagni. Ha foglie di forme diverse sullo stesso albero: a forma di cuore o a punta d’alabarda. E’ una caratteristica della famiglia delle moracee, come il fico.