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Se vogliamo che le cose vadano meglio nella nostra vita e che si riflettano positivamente sul mondo, occorre dedicare più tempo a ciò che conta davvero: FARE MENO PER FARE MEGLIO. Ma come si fa ad avere più tempo, quando sembra impossibile? Prima di tutto bisogna rendersi conto dei condizionamenti a cui siamo soggetti e che ci tolgono libertà.

Il primo passo da fare è quello di conoscere le illusioni di cui è vittima il nostro cervello: illusioni della vista, del tatto, dell’udito, della memoria, dei sentimenti. Il cervello le provoca perché cerca di completare i vuoti che danno un senso alle cose. Poi ci sono i condizionamenti provocati dal nostro carattere: chi è ansioso vede la stessa cosa in modo ben diverso da chi è calmo. Le esperienze passate, l’educazione e l’istruzione ricevute, l’ambiente sociale influenzano la nostra percezione delle cose.

 

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Il secondo passo per avere più tempo è quello di essere sinceri con se stessi. Molte volte viene dedicato troppo tempo alle cose più immediate e facili, oppure piacevoli, rimandando continuamente quelle più impegnative. Sono però queste ultime, spesso, quelle che permettono di fare progressi interiori e il rimandarle sostanzialmente al giorno del mai è un grave errore. Occore  anche conoscere l’influsso che hanno le gerarchie sociali e le persone su di noi. Ogni essere vivente è soggetto a delle gerarchie, indispensabili per funzionare meglio. Presso gli esseri umani, però, ce ne sono due tipi in conflitto fra loro: quelle materiali basate sulla forza, sul potere (dunque anche sul denaro), sul prestigio ecc. Quelle morali basate invece su valori come l’intelligenza, l’onestà, il coraggio, la generosità ecc. Questo tipo di conflitto fa spesso agire in modo contrario a quanto si dichiara e a quanto si crede di pensare. Sono in tanti a decidere di fare una cosa ma a finire con non farla mai, soprattutto quando si dicono “appena avrò più tempo”. Il saper chiamare le cose col loro nome aiuta. In questo caso, al posto di “tempo” andrebbe usata la parola “volontà”, oppure “chiarezza” o comunque la reale causa.

 

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Vedere film e leggere libri che trattano i temi citati sopra è un primo passo verso la consapevolezza che va poi consolidata parlandone e confrontandosi con persone che hanno già fatto questo percorso. Allora si può cominciare a sperimentare le proprie capacità di rendersi conto di qual’è il problema e utilizzare gli accorgimenti per evitare di subirne gli effetti. Una volta che ci si è resi conto di quanto il giudizio sia influenzato da fattori estranei, si può sentire che il tempo è occupato da molte attività di cui si potrebbe fare a meno. Si può allora cominciare a fare una selezione fra le cose e le attività superflue. Sarebbe un errore, però, farlo precipitosamente. Identificare ed eliminare il superfluo costa molta energia. Bisogna procedere gradualmente, per piccoli passi.

Nel frattempo, abituati a fare tante cosa in fretta e superficialmente, è facile che nel diminuire l’attività compulsiva subentri l’ansia, la frustrazione, la confusione. E’ bene, dunque, attingere energia da cose gratificanti, che aiutano a mantenere il buonumore e l’energia. Può essere l’ascolto di un certo tipo di musica, oppure il suonarla, ballare, cantare, correre, fare sport, leggere certe cose, scrivere, dipingere e altre attività creative. Ciascuno dovrebbe farsi una buona scorta di libri, canzoni, attività che rinfranchino e rasserenino. Attenti, però, a dare loro il giusto spazio e non di più. A questo punto si sarà già fatta una cernita delle attività davvero importanti e se ne saranno scartate altre. Alle prime si potrà dedicare più tempo, aumentandone la qualità.

 

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E’ possibile che ci si sia resi conto, intanto, che vale la pena di conoscere un mondo un po’ più ampio di quello che riguarda il solo essere umano e le sue attività. La conoscenza della psicologia che si sarà fatta all’inizio di questo percorso dovrebbe essere stata illuminante. Per approfondirla si potrà esplorare il mondo vegetale e animale, pieno di sorprese, di cose utili, di aspetti che aiutano anche a conoscere meglio noi stessi, che veniamo proprio da lì. Saperle permetterà di fare scelte migliori per la propria vita e, insieme, quella degli altri esseri viventi, perché ci si sarà resi conto che tutti facciamo parte di un insieme fortemente connesso e pieno di possibilità, anche se certamente difficile. Sarà questo senso di appartenenza a far sentire che il proprio bene è veramente tale quando è attento a quello dell’intero sistema e ne desidera il buon andamento. In questo modo si potrà finalmente premiare il merito, che per essere individuato e compreso richiede TEMPO.

Nelle diverse rubriche del mio sito ci sono gli articoli, le recensioni, le indicazioni necessarie a compiere questo percorso per conto proprio e gratuitamente. Se invece siete interessati a partecipare ad un corso specifico su come avere più tempo, scrivetemi.