Il Museo di Storia Naturale di Trento (MUSE)

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il MUSE visto dai suoi orti

 

Il MUSE inizia la sua didattica dall’ambiente in cui è inserito, vicino al fiume Adige, con un grande prato e due orti di cui non si colgono i prodotti, per mostrare il ciclo completo della natura. Fino ad alcuni anni fa questo spazio era occupato da una fabbrica, poi dismessa e demolita, per costruire un intero quartiere all’avanguardia nella sostenibilità ambientale e nella cultura scientifica. Dall’esterno, al di là della prima vetrata si vedono grandi piante tropicali fra cui volano due Turachi, nella serra che riproduce un frammento di Tanzania. Per raggiungerla occorre scendere al piano interrato, dove è rappresentato il passato più lontano del nostro pianeta. Ci si trovano le ricostruzioni di tre fra gli alberi più antichi, gli scheletri dei dinosauri, le prove della presenza di quelli che saremmo diventati noi nel corso di milioni di anni. In alto, nello spazio libero al centro di cinque piani, sono sospesi animali tassidermizzati, nelle posizioni che riproducono i loro movimenti più vivaci, tra cui ci sono molti grandi uccelli in volo.

 

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gufo reale tassidermizzato sul corrimano della balconata

 

E nel corridoio che porta alla serra, un meraviglioso video disegna con tratti lievi le ramificazioni in cui si è espressa la vita, dal suo primo apparire e in tutto il suo sperimentare. Ed eccola dal vero in color verde smeraldo, traboccare nel clima caldissimo e umido della serra, fra gli scrosci d’acqua di una piccola cascata, sotto la volta di un fico sicomoro già molto grande e tante altre piante fra cui le papaie cariche di frutti. Dopo aver riconosciuto quelle più famose dei tropici e, con un po’ di fortuna, la coppia di turachi, si esce al pianterreno davanti allo spazio dedicato alla fisica, dove si possono fare divertenti esperienze pratiche dei suoi effetti, con le illusioni ottiche e sensoriali e la realizzazione di piccoli “prodigi”. Al primo piano animali tassidermizzati sono collocati negli stessi spazi dove si muove il pubblico, che in questo modo si immerge meglio nell’illusione di condividere il loro ambiente.

 

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riproduzione di impressionante realismo di donna preistorica

 

Sembrano reali e vivi anche una donna, un ragazzo cacciatore e un uomo mirabilmente imitati nei simulacri che rappresentano i nostri antenati preistorici. Qui è documentata la presenza umana più antica fra le montagne trentine. Salendo ancora le scale si presenta la geologia, con i cambiamenti e le evoluzioni nel corso del tempo, i pericoli e i possibili modi per ridurne le conseguenze. Un altro livello porta ad esempi di vita selvatica sulle Alpi e l’ultimo piano fa conoscere i ghiacciai, di cui è riprodotta una lingua di qualche metro in vero ghiaccio.

La costruzione dell’edificio in vetro e acciaio, dunque riciclabile, è stata realizzata con l’esposizione e l’inclinazione delle coperture che permettono di usufruire al meglio dei raggi solari. L’acqua piovana è recuperata per l’irrigazione degli orti, dei prati, della serra e dove non è necessaria quella potabile. Pannelli fotovoltaici assicurano una buona fornitura energetica. I pavimenti, i gradini e i corrimano delle scale sono in bambù, materiale dalle prestazioni eccezionali e dalla rapidissima crescita. Il museo e il quartiere con appartamenti e negozi è raggiungibile anche a piedi dal centro storico. Tutto questo ha messo il MUSE all’avanguardia della sostenibilità, anche economica, dei musei europei.

 

 

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