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Alberi sacri d’Europa

by in Piante, giardini, parchi

il rogolone monumentale di Grandola ed Uniti (CO)

 

Dopo la soppressione del culto degli alberi da parte del cristianesimo, nella tradizione popolare è rimasta la fiducia che le qualità di cui gli alberi sono dotati, influiscano su chi si mette sotto la loro protezione. Spesso dunque le riunioni dei capi famiglia o comunque di certi notabili che dovevano prendere decisioni importanti, si tenevano sotto la chioma del più rigoglioso del posto, che apparteneva alla specie più rispettata. A Cavalese, in provincia di Trento, nel parco pubblico c’è ancora il banco de la rason, un doppio cerchio di panche in pietra con al centro un cilindro cavo per accogliere l’eventuale voto, sotto la protezione di tigli di cui uno è ultracentenario e dunque testimone di quelle riunioni. Il tiglio è un albero robusto, grazie alle fibre del suo legno, è intriso di dolcezza, come lo provano i suoi fiori di maggio e le morbide foglie commestibili, è prolifico come si vede dai polloni che emergono numerosi alla sua base e sul fusto, soprattutto se perde qualche ramo. Queste qualità lo hanno fatto prediligere dall’Alto Adige alla Germania, nella ex Jugoslavia ma anche in Francia, come protettore delle casate e ispiratore delle decisioni più sagge.

A Grandola ed Uniti, frazione Codogna, tra il lago di Como e quello di Lugano c’è ancora una magnifica quercia rovere pluricentenaria, detta rogolone, sotto cui si tenevano analoghe riunioni. La robustezza e la longevità delle querce, la generosità di frutti, le ghiande, la maestosità del portamento, l’utilità molteplice del legno l’hanno sempre fatta ritenere simbolo di forza, di valore, di tenacia necessarie per vincere le difficoltà di ogni genere. La quercia era sacra al dio Zeus per i greci, all’equivalente Giove per i romani e a Thor per i germani, massime divinità del cielo che con i fulmini uccidevano più spesso degli altri questo nobile albero per riprenderlo con sé.

 

tiglio monumentale di Cavalese (TN) presso il banco de la rason

 

E’ rimasta una traccia nella nostra epoca della venerazione per l’alloro, pianta sacra ad Apollo, dio del sole e della conoscenza, che rispondeva alle grandi questioni dell’uomo attraverso le profetesse di Delfi. Per essere nelle condizioni di comprendere la via del destino aspiravano il fumo delle foglie di alloro, che venivano bruciate nel tempio per purificare la mente con l’olio essenziale profumato e purificante di cui sono intrise. Sul capo dei postulanti veniva posata una corona dei suoi rametti e in passato se ne ornava la testa dei poeti e dei letterati, oggi quella dei laureati. Laurus nobilis è il nome scientifico di questo arbusto che può diventare alto come un albero ed ha sessi distinti come una minoranza di altri fra cui il tasso, il ginepro, il pioppo.

Il frassino, albero dalle radici cosi ben infisse nel terreno e dal legno al tempo stesso robusto e flessibile da assorbire senza danno anche i colpi più duri era venerato dai celti che attribuivano al mitico Ygdrasill la capacità di sorreggere il cielo. La candida betulla, dall’aspetto delicato eppure capace di sopportare il freddo intenso dei Paesi scandinavi, ricca di proprietà medicinali e utile in tanti modi era sacra ai popoli nordici. L’olivo, il mirto, il noce, il pioppo e i tanti altri valorosi alberi sono stati sempre giustamente venerati e rispettati per il loro impagabile contributo al benessere di ogni essere vivente.

Oggi abbiamo le prove scientifiche delle capacità degli alberi di influire sull’intero ambiente, ma in passato l’intuito aveva colto da tanti dettagli ciò che era ancora irraggiungibile dalla ragione. Per centinaia o anche migliaia di anni ci difendono da tanti guai e ci nutrono. Tutti dipendiamo dalle piante, anche chi si ciba quasi solo di prodotti animali, perché risalendo la catena alimentare è evidente che i carnivori si nutrono di erbivori e solo le piante sanno vivere d’aria, minerali e acqua, un prodigio che vale già da solo un posto d’onore nel mondo.

Per conoscere alcuni alberi sacri nel mondo leggere qui e qui

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