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Alghe: cibo del futuro

by in Alimenti, Piante, giardini, parchi
alghe da isegretidelmare.it

alga, foto da www.isegretidelmare.it

 

Quando il nostro pianeta era interamente ricoperto da un immenso oceano, fra i primi vegetali a vivere nell’acqua e a produrre ossigeno sono stati le alghe. E’ anche grazie a loro e ancora prima ai cianobatteri, non visibili a occhio nudo e detti un tempo erroneamente alghe azzure, che si è formata l’atmosfera in cui è diventato possibile vivere per tutti. Ancora oggi sono loro a produrre una grande quantità di ossigeno, anche se sono gli alberi a svolgere la più capillare e benefica azione che regola l’esistenza sulle terre emerse.

Le alghe possono avere dimensioni tanto piccole da essere invisibili ad occhio nudo, come le diatomee o tanto grandi da formare praterie galleggianti sull’oceano, come i sargassi. Possono viaggiare fluttuando o fissarsi sul fondale, avere colore verde, rosso o marrone, ma sono tutte un alimento ricchissimo di sali minerali, vitamine e proteine, superando in questo molte altre piante terrestri. Il nutrimento delle popolazioni future si baserà sulle alghe, che hanno sapore e consistenza gradevole, si conservano bene e al loro gusto basta abituarsi. Noi italiani stiamo imparando molto dai giapponesi, che da sempre sono grandi estimatori di un simile cibo, ma a Napoli la lattuga di mare è usata da molto tempo per delle frittelle gustose, mentre in Sicilia si mangiano insalate di mauru, un’alga rossa riccia. I francesi, (soprattutto i bretoni), gli irlandesi e altri popoli che hanno l’oceano per confine, fanno grande uso delle alghe nella loro alimentazione. La raccolta lungo le spiagge, dove vengono portate dalle onde, è libera e nell’isola di Ronaldsay, nelle Orcadi, a nord della Scozia, una razza di pecore di piccole dimensioni ha come pascolo esclusivo le rive dove si accumulano questi vegetali marini.

 

pecore isola ronaldsay di Ian Caldwell, wikipedia

pecore al pascolo di mare, foto di Ian Caldwell da wikipedia

Ovviamente le alghe di ogni genere vengono mangiate da molti abitanti del mare, che a loro volta diventano il pasto di altri, fino ad arrivare a noi. Anche le virtù ricostituenti dell’olio di fegato di merluzzo sono dovute all’ingestione da parte del pesce delle micro-alghe diatomee

Il colore delle alghe che crescono più vicine alla luce è di un bel verde brillante, mentre quando si installano su fondali meno luminosi, il colore della clorofilla viene coperto dal rosso o dal marrone, che catturano le onde luminose più lunghe, vale a dire quelle che viaggiano più lontano, come avviene col sole al tramonto.

Alghe antichissime appena emerse dal mare si sono alleate con dei funghi generando i licheni, che abitano le rocce e gli alberi, oppure i terreni gelati dove diventano il pasto invernale delle renne. Micro-alghe rosse crescono addirittura sulla neve, facendola sembrare insanguinata. Ovunque ci sia sufficiente umidità le alghe si installano sulla terraferma.

Ma ATTENZIONE! Per gli ipertiroidei le alghe sono del tutto controindicate, dato che contengono iodio. Anche il sale con aggiunta di iodio va assolutamente evitato a chi ha questa particolarità.

Un altro articolo sulle alghe lo trovate qui