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Conflitti e gerarchie

by in Umanità

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I conflitti sono causati molto spesso da un cattivo uso delle gerarchie. Ecco perché è importante conoscere

le gerarchie umane

 

Grosso modo, la gerarchia umana (di tipo istintivo) dell’epoca attuale è ancora così:

         al vertice sta un uomo molto ricco e potente, circondato da altri appena al di sotto di lui. Ricchezza e potere sono universalmente riconosciuti come autorità, perché rappresentano cibo e sicurezza.

         La donna legata da parentela legale all’uomo ricco e potente ha una certa autorevolezza, pur essendogli inferiore: madre, moglie, figlia. Se, però, questa stessa donna scioglie il suo legame, immediatamente decade dal suo ruolo. La morte o la separazione del figlio, del marito, del padre, se non è rimpiazzata da un altro uomo dello stesso livello, abbassa molto la posizione della donna che, al di fuori dei suoi ruoli tradizionali, non ha ancora il valore che le spetterebbe.

         Ci sono le categorie professionali, con forti gerarchie. Le capacità ma anche la fama ottenuta senza capacità, bensì soprattutto attraverso relazioni sociali, portano in alte posizioni gerarchiche. La gerarchia, quando manchi una sufficiente consapevolezza, viene riconosciuta nei segni esteriori prima che nella sostanza. Le donne ancora oggi faticano a trovare un posto di rilievo nella professione, sia per l’importanza che danno agli affetti e alla cura dei figli e del marito, sia perché gli uomini tendono a chiudere loro le possibilità di autoaffermazione.

Si riconoscono i diversi livelli della gerarchia sociale dalle proprietà possedute, dalla fama, dal potere, dall’abbigliamento. Molto importanti sono anche il tono di voce e i gesti, oltre a un qualcosa di indefinibile che fa riconoscere la forza o la debolezza. Spesso, però, questo esprime solo una parte della realtà, perché in ogni elemento ed in ogni essere vivente ci sono rapporti e proporzioni mobili, di difficile valutazione. Inoltre, chi osserva e valuta è a sua volta complesso e condizionato dalle proprie capacità di comprensione. E’ per questo che le truffe, gli inganni ed i tradimenti hanno tanto successo.

 

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conflitto tra gerarchia istintiva e gerarchia della coscienza

 

Nell’essere umano il senso gerarchico è molto radicato perché è istintivo (ben presente anche negli animali) ed ha, in certi casi, ottime ragioni di esistere per far funzionare la società e i gruppi. Tuttavia, l’uomo è molto più complesso, più ambizioso, più resistente e più longevo di altri animali. Non accontentandosi di una situazione relativamente statica, ha avuto bisogno di poter affrontare le novità per ampliare le sue possibilità di vita e benessere. Per poterlo fare è stato necessario sviluppare una funzione che gli permettesse di valutare di volta in volta ciò che non è previsto nella lunga esperienza del suo istinto. E’ la coscienza. E’ piuttosto lenta, perché deve esaminare moltissimi elementi sconosciuti. Questo richiede tempo, energia e fatica.

Nell’istinto, ogni novità (e dunque ogni diversità) è considerata come potenziale pericolo e la reazione, come negli animali, può essere la fuga o l’aggressione. Naturalmente, in questo modo ci si perdono molte occasioni, perché spesso il nuovo non è pericoloso ma, anzi, piacevole ed utile. Questo riconoscimento richiede coraggio, capacità di valutazione e di scelta. Richiede anche il superamento di forti resistenze dovute a cattive esperienze passate, al carattere, all’educazione. E’ un lavoro impegnativo.

L’uomo, però, ben raramente si rende conto di quando è l’istinto a reagire e quando è  la coscienza. Per esempio, la repulsione per un cibo può essere dovuta ad un suo effettivo pericolo, perché magari è guasto o velenoso o può essere invece dovuto a un rifiuto che viene dalla mente, a causa di una cattiva esperienza. Più complessa è la reazione nei confronti delle persone. Se qualcuno ci mette a disagio, può essere perché effettivamente qualcosa in lui è fastidioso o nocivo per noi, oppure solo perché tocca un nostro punto debole, anche in modo del tutto indiretto. Ad esempio, il senso di inadeguatezza e disparità che le persone provano nei confronti di altre e che diventa invidia, rivalità, odio, con i conseguenti conflitti. Raramente, però, le persone riconoscono di provare simili sentimenti e mascherano le vere cause con pretesti di ogni genere.

La gerarchia della coscienza, che si è andata affermando man mano che l’uomo si è civilizzato è basata sui valori interiori: intelligenza, onestà, coraggio, generosità, cultura, creatività.

Per i valori interiori è lo stile di vita, le azioni che si compiono, il comportamento, lo sguardo, la voce a farli risaltare.

Quando i segni di riconoscimento sono in contrasto, vale a dire che ad una persona intelligente, coraggiosa, onesta e colta non corrispondono fama, onori e soldi, di solito nasce un serio imbarazzo. Le contraddizioni fra segnali diversi diventano conflitto e nel conflitto vince il più forte, anziché il più giusto. A questo proposito vale la pena di leggere l’esperimento descritto nell’articolo La tacchina e la puzzola.

Alla fine prevale il segnale più forte per il tipo di consapevolezza che si possiede. Questo sarà capace di cancellare gli altri. Perciò, pur esprimendo inizialmente ammirazione per qualcuno che ha doti interiori, facilmente lo si emarginerà, spesso inconsapevolmente, a favore di chi brilla nella sfera puramente materiale, di chi ha successo o almeno di chi è socialmente meglio riconosciuto, come l’essere sposato e avere figli. La disparità di condizione crea conflitti.

Dunque, pur ammirando l’intelligenza molti preferiscono la furbizia, mentre la nobiltà d’animo tanto decantata a parole, viene accantonata a favore della prevaricazione, se porta al successo. Oppure si difendono i principi etici quando non ci toccano direttamente, tornando a reazioni trogloditiche appena si è coinvolti in prima persona.

Questo perché la coscienza ha bisogno di tempo, di calma, di grande capacità nel distinguere le cose. Sono tutti aspetti difficili, soprattutto quando viene toccato un punto dolente del proprio carattere, del proprio passato o del presente.

 

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L’IMITAZIONE DEL VINCENTE E IL COMPORTAMENTO DI GRUPPO

A questo punto intervengono i comportamenti di gruppo. Quando la maggioranza fa una cosa, istintivamente si è portati a ritenere giusta quella cosa, anche se non lo è affatto. Un gruppo o una folla hanno una forza ben superiore a quella del singolo e anche questo conta. Valutare per conto proprio è faticoso e anche pericoloso, perché la moltitudine potrebbe schiacciare chi va in senso contrario. Dunque, nei comportamenti sociali si sommano due gerarchie: quella di chi detiene effettivamente il potere e quella del gruppo.

Il sovraccarico di impegni da cui è afflitta l’umanità, spesso è solo imitazione negli stili di vita di chi ha più potere, più soldi, più cose. Una persona qualunque si sente più vicina ai potenti anche avendo in comune solo lo stress. Prendere molti impegni è comunque un modo per non affrontare cose che sono ritenute sgradevoli o difficili.

Se dunque si è circondati da modelli di vita incoerenti, ben difficilmente si dà retta ai pochissimi che ne propongono altri, sia pure più piacevoli e meno costosi, se sono modelli meno popolari.

 

CONTRADDIZIONI NELLE CONTRADDIZIONI

Fra quelli che si schierano per i valori interiori per professione o per hobby, molti nella vita quotidiana continuano a seguire il tipo di gerarchia dei valori esteriori, perché sono molto più facilmente quantificabili. Soldi, oggetti, ricchezze sono calcolabili e tangibili. Intelligenza, lealtà, affidabilità, sincerità sono ben più difficili da riconoscere. Ecco uno dei motivi per cui si riproducono sistemi di prevaricazione anche presso gruppi che dichiarano intenti umanitari ed etici. Tra singole persone, la gerarchia continua a contare: ci si può rallegrare per la fortuna di chi è famoso ma lontano dalla propria cerchia, mentre si sente malevolenza per la stessa fortuna capitata ad una persona vicina, che si ritiene di pari condizione o addirittura inferiore. Con inferiore, a livello istintivo si intende chi è lontano da successo, potere, alleanze, protezioni, amicizie. Una persona sola è sospetta sempre, anche se questo può significare semplicemente che le circostanze e il rifiuto delle ipocrisie abbiano provocato un simile isolamento.

Amicizie, protezioni, amore, non hanno niente a che vedere con la nobiltà d’animo, l’onestà, l’intelligenza, il coraggio, il buon carattere. Anzi, spesso sono i peggiori ad essere i più amati e seguiti. Innanzitutto perché di solito sono più ricchi e potenti, poi perché il seguirli non comporta la fatica di distinguere, selezionare, scegliere. Inoltre, non si rischia di sentirsi inferiori a chi ha un comportamento disdicevole, mentre questo avviene nei confronti di chi ha fatto scelte difficili da imitare.

 

LE CONTRADDIZIONI PIU’ PROFONDE

Qui l’argomento si fa davvero delicato. Infatti, chi non è riuscito a raggiungere un livello elevato con i propri meriti, cerca di farlo sminuendo quelli altrui. Questo può avvenire con la calunnia, con il sabotaggio, ma anche con la beneficenza. Dare qualcosa, spesso non è dovuto solo al desiderio di aiutare, ma è mescolato al bisogno di sentirsi uno o più gradini più in alto rispetto al beneficiato, oltre allo scaricarsi facilmente la coscienza.

Spesso certe persone sono premurose e disponibili verso chi è in condizioni di estremo disagio, tuttavia fanno di tutto per osteggiare (magari subdolamente) questa stessa persona quando riacquista autonomia. Oppure molti hanno comportamenti altruisti ma facendo in modo da evidenziare la propria momentanea superiorità. Altre offrono il loro aiuto ma in modo sciatto, dando gli scarti, facendo le cose in modo approssimativo, dato che ritengono sufficiente il solo fatto di fare qualcosa per gli altri, senza rendersi conto che qualcosa di mal fatto può danneggiare anziché portare beneficio. Anche nel volontariato, spesso si mescolano comportamenti generosi con quelli micragnosi. Oppure, per il solo fatto di aver aiutato qualcuno, ci si sente in diritto di imporre la propria volontà sul beneficiato.

 

L’IMPORTANZA DEI COMPORTAMENTI INNATI

Come in tutte le cose, è il modo in cui viene trattato un soggetto a dargli un valore positivo o negativo. I comportamenti istintivi sono indispensabili anche nelle scelte consapevoli. Infatti, l’istinto è molto spesso di grande aiuto, purché si sappia distinguere quando è il caso di lasciarlo fare e quando no. Comunque occorre un equilibrio fra aspetti opposti, per una soluzione ottimale.

Il giorno inaridirebbe la terra senza la notte. La notte la farebbe marcire senza il giorno.

E’ dunque importante saper riconoscere le forze opposte per poter dar loro poi il giusto spazio. Questa è una questione di consapevolezza e di esercizio.

 

SODDISFARE LE VERE NECESSITA’ AIUTA A RIDURRE IL CONFLITTO

Saper distinguere di cosa abbiamo davvero bisogno, cosa desideriamo davvero è il primo passo per potere poi soddisfare questo bisogno. Se ci si riesce, cessa l’impulso di rubare ad altri ciò che non si sa costruire da soli. Per molti è difficile capire ciò che realmente desiderano ma individuare chiaramente i propri obbiettivi e poi realizzarli è il più forte deterrente per la violenza, la prevaricazione, lo sfruttamento e la discriminazione. Infatti sono l’insoddisfazione, la paura, la rabbia a rendere malevoli gli uomini, a meno che non abbiano vere e proprie malattie della personalità. Chi è profondamente soddisfatto è anche ben disposto verso le altre persone e le altre forme di vita.

 

RISPETTO DI SE’ E RISPETTO DEGLI ALTRI

Il rispetto per le altre persone e per l’ambiente dipende dal rispetto che si ha per se stessi. Dunque, la prima cosa da fare per risolvere i problemi esterni è occuparsi contemporaneamente di quelli interiori, salvo urgenze immediate. Conoscere se stessi, con i propri punti di forza e di debolezza è la premessa per poterli gestire adeguatamente. Il tempo impiegato in questo compito è quello meglio speso, perché porta luce anche verso tutte le altre attività.

Questo si può fare attraverso l’osservazione diretta, l’educazione e la cultura. Stimoli adatti sono in grado di innescare comportamenti nuovi.

Per saperne di più, oltre ai vari articoli di questa rubrica, è utile visitare quella dei Libri selezionati (che aiutano a capire ‘animo umano) e dei Film selezionati (che aiutano a capire l’animo umano)