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Il parco comunale di Fino Mornasco (CO)

by in Piante, giardini, parchi

 

Questo parco di tre ettari è stato realizzato negli anni venti del novecento intorno alla villa Mambretti, che è diventata sede del municipio di Fino Mornasco dopo l’acquisto nel 1985 ed è dunque visitabile liberamente. E’ stato progettato nello stile “all’inglese”, con molti alberi esotici di grande effetto, come il cinese ginkgo biloba, che nel mese di novembre sembra emanare luce con le foglie a forma di ventaglio, di un giallo molto intenso. Anche il nordamericano liriodendro, che a maggio porta fiori simili a tulipani giallo-verdi, in autunno si nota per il giallo e l’arancione delle sue foglie a quattro punte e per quelle che sembrano candeline e sono invece i suoi frutti legnosi, visibili sui rami durante l’inverno. La liquidambar dalle foglie a forma di stelle è inconfondibile con il giallo, l’arancio, il rosso e il viola di novembre e coi frutti sferici disseminati di punte, che pendono come ornamenti natalizi dai rami. Gli alberi sono ben distribuiti negli spazi del giardino, formando zone più raccolte alternate ad altre aperte, da dove si può avere una visione d’insieme. Un grande sempreverde come l’americana magnolia dalle foglie lucide e coriacee, fa sbocciare gradualmente i grandi fiori color panna durante tutta l’estate, che in autunno diventano pigne vellutate da cui occhieggiano i semi scarlatti. Si nota il cipresso di Lawson dalla forma conica, con molti rami laterali inseriti in basso nel fusto, che curvandosi e appoggiandosi a terra risalgono poi tutt’intorno, formando una sorta di pagoda. Più familiari a tutti, per la loro grande diffusione da qualche secolo anche in Italia, sono i cedri deodara e dell’Atlante, conifere dalle amplissime chiome con aghi a ciuffetti.

 

 

C’è anche una sequoia gigante, dalla sagoma simile ad un grande cipresso, che però non ha ancora dimensioni tali da rendersi inconfondibile. Una forma originalissima che si riconosce soprattutto quando l’albero è spoglio in inverno, è invece l’orientale sofora pendula, qui di dimensioni modeste ma sorprendente per la forma azigogolata dei rami. Un grande senso di intimità si prova quando si entra sotto la chioma del faggio asplenifoglia, i cui rami toccano terra su quasi tutta la circonferenza, lasciando dei varchi per entrare e uscire dal mantello fresco e verde di foglie frastagliate, frutto di selezioni vivaistiche. Altri faggi, la cui specie cresce spontaneamente in montagna ma viene volentieri ospitata nei giardini delle ville di pianura per il suo bel fogliame colorato in autunno, si trovano raggruppati nelle vicinanze. Accanto alla villa c’è un grande rododendro e piccoli aceri giapponesi dal fogliame piumoso e i fusti sinuosi, intorno ad alcune statue ornamentali.

All’ingresso principale del parco è in evidenza una grande tabella con la mappa del giardino e i nomi degli alberi che lo rendono così bello. Vi si trova anche un bar con tavoli e sedie all’aperto, mentre più vicino ad ingresso laterale c’è l’edificio ottagonale dedicato a mostre e altre attività culturali e più oltre il municipio nella bella villa di stile neogotico.

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