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La Phytolacca dioica di Ostuni (BR)

by in Italia inconsueta, Piante

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Nelle nostre regioni calde, nell’ottocento sono state importate piante esotiche che hanno spesso forme stupefacenti: l’Araucaria, il Ficus magnolides, la Dracena e anche la Phytolacca dioica, che ad Ostuni è stata piantata nel parco cittadino nel ventesimo secolo.

Quando la si vede con la base del tronco allargata come una gonna a ruota, si rimane a bocca aperta. In Perù, Bolivia ed Argentina dove è di casa, l’albero ha elaborato un modo ingegnoso per resistere alla siccità ed al fuoco, immagazzinando nel legno una tale quantità d’acqua da potersi opporre agli ardori eccessivi. Le sue proprietà medicinali sono quelle di potente antinfiammatorio ed antivirale.

Cresce in fretta, come pianta erbacea dal legno morbido e spugnoso, di linfa velenosa, così che non viene molestato dagli insetti, né brucato dagli animali. Per questo, nelle pianure sconfinate di Uruguay ed Argentina senza alberi, spicca solitario e diventa punto di ritrovo e di discussione per i gauchos di cui è simbolo, col nome di ombù.

Fra le foglie sempreverdi spuntano grappoli di fiori bianchi, che riescono a diventare frutti solo se nelle vicinanze ha un’altra pianta della stessa specie ma di sesso opposto. Dioica significa infatti che ha fiori maschili e femminili su piante diverse e fecondate da insetti alati, come succede a tutti gli alberi che hanno fiori vistosi e profumati, proprio per piacere a loro. Phyton significa pianta in greco e lacca le viene dal succo rosso delle sue bacche scure, che possono essere mangiate dagli uccelli perché la polpa è l’unica parte non velenosa ed i semi che contiene, passano intatti nell’intestino, uscendone l’indomani. Nei nostri giardini cresce l’arbusto della Phytolacca, che in autunno si nota proprio per i suoi frutti scuri.

 

Dal mio libro ALBERI MONUMENTALI D’ITALIA