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La regola dell’equilibrio

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Romanzo di Gianrico Carofiglio del 2014. Un giudice ancora giovane, uomo intelligente, di successo e benestante si rivolge migliore e più onesto avvocato di Bari, suo ex compagno di studi, per essere assistito quando si cominciano a fare accertamenti sul suo conto, riguardo a una possibile corruzione. L’avvocato Guerrieri già nel primo dibattimento si dimostra abile come sempre e da quel momento su di lui circolano voci poco lusinghiere riguardo al suo senso morale, nonostante la difesa dei colpevoli e non solo degli innocenti sia un dovere dei legali. Ma farlo nei confronti di un giudice corrotto, che dietro lauto compenso fa scarcerare dei criminali e fa vincere loro cause per misfatti di ogni genere è davvero moralmente accettabile? Inizialmente l’avvocato Guerrieri è certo dell’irreprensibilità del giudice ma vuole capire meglio se le cose stiano proprio così. Nonostante gli sembri impossibile che con la brillante carriera aperta, il giudice possa essere così stolto da metterla in pericolo con sporche faccende, indaga a fondo. Le leggi sono spesso complesse e contraddittorie, tanto da lasciare spazio alle scappatoie attraverso i cavilli, se si conosce davvero bene l’argomento. La legalità in vari casi ha poco a che vedere con la giustizia e comunque il confine fra ciò che è giusto e ciò che non lo è, dipende spesso da sfumature e da interpretazioni. Le giustificazioni per qualunque atto si trovano sempre, se il proprio mondo interiore è meno che solido.