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Museo del fiore di Sanremo (IM)

by in Musei della natura e dell'uomo

giardino del Museo del Fiore di Sanremo

 

La scoperta del danese dottor Niels Finsen a fine ottocento, che l’esposizione al sole è fondamentale per la salute, soprattutto per la cura della tubercolosi cutanea, aveva enormemente acuito l’interesse degli inglesi e degli altri stranieri per l’Italia, dove comunque fin dal settecento viaggiavano e soggiornavano per ammirarne l’arte e le antichità. La Liguria, dal clima mite quanto quello del nostro Sud era ancora più attraente perché più vicina, in un’epoca in cui i viaggi erano scomodi e lenti. La riviera di ponente e in particolare Sanremo, usufruivano delle condizioni ottimali per diventare presto la preferita dai possidenti stranieri malati, che volevano sottoporsi ad una cura fra le più piacevoli. Erano stati costruiti i primi alberghi con camere dotate di terrazzini fatti apposta per l’elioterapia. La salute del corpo, unita a quella dello spirito che gioiva della luce e della grande bellezza dei luoghi aveva attirato tanti nuovi stranieri di tutta Europa, che negli anni avevano finito col superare gli abitanti del posto. In quei tempi gli alberi più diffusi sulle colline erano gli olivi e gli agrumi, ma nei giardini degli alberghi e delle ville, la moda dei giardini romantici all’inglese, con tanti alberi esotici aveva dilagato, aumentando notevolmente i cambiamenti di paesaggio.

 

garofano comune – foto da Wikipedia

 

Nel 1919 il pediatra tedesco di origine polacca dr Kurt Huldschinsky aveva scoperto che la vitamina D necessaria ad evitare in particolare il rachitismo, era dovuta all’esposizione al sole e questo aveva aumentato gli arrivi degli europei di tante altre nazioni. Già nella seconda metà dell’ottocento lo svizzero Michel Louis Ormond, che faceva grandi affari con il tabacco, aveva acquistato una villa a Sanremo dotandola di un grande giardino esotico, facilitato nell’approvvigionamento delle piante dalle sue navi per il trasporto del tabacco. Intanto i contadini della zona avevano cominciato a coltivare i fiori anche per l’esportazione via treno verso l’Austria, la Svizzera, la Germania. Alla coltivazione e alla confezione lavoravano in gran parte le donne e i bambini, anche perché le mani piccole e agili sono più adatte a maneggiare ciò che è tanto delicato. In particolare si trattava di garofani, che inizialmente erano ben più piccoli, con pochi petali e di dimensioni irregolari rispetto a quelli che conosciamo oggi. Ci sono voluti cent’anni di selezioni e ibridazioni per arrivare ai risultati che ne hanno fatto la fortuna. Nel 1932 l’attività basata sui fiori era tale da realizzare la prima Mostra di Floricoltura a villa Ormond a cui sono seguite le altre, importanti per la qualità della produzione sanremese. Oggi nella Palazzina Winter, che si trova all’ingresso del parco Ormond, ha sede il piccolo Museo del Fiore dove grandi foto e oggetti d’epoca permettono di farsi di un’idea della storia della floricoltura di Sanremo e della Liguria. Nel parco, che si estende anche al di là della strada, si potranno conoscere dal vero tante piante esotiche, come in un Orto Botanico.

Per saperne di più sul garofano cliccate qui.

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