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Resti del diluvio

by in Arte e cultura

resti si salamandra scambiati per umani – foto da strange science

 

Nel settecento, quando la scienza stava avendo un grande sviluppo, non si erano ancora scoperti i resti dei dinosauri, o per lo meno non se ne aveva notizia nel mondo conosciuto, perché solamente tra la fine del secolo e l’inizio dell’ottocento c’erano stati i primi, sorprendenti ritrovamenti ufficiali. Le credenze antiche ne erano state molto scosse, perché nessun libro religioso citava simili esseri giganteschi e mostruosi.

Conchiglie ed ossa fossili, ma anche le impronte di molti vegetali ormai dissolti, racchiuse nelle pietre, erano per il momento il solo oggetto di discussione. C’erano scienziati convinti che fossero i resti di ciò che era scomparso col diluvio universale avvenuto nel 3.574 a.C., dopo nemmeno 200 anni dalla creazione. Altri, però, avevano già capito che non poteva trattarsi di organismi seppelliti da un improvviso cataclisma, bensì di un processo molto lungo, che allontanava la data delle origini della terra, fatta risalire dalla religione ebraica a circa5800 anni fa, nel 3.761 a.C.

Chi era convinto di quanto aveva sempre affermato la religione, finiva spesso col far rientrare a forza i ritrovamenti geologici e paleontologici in quel credo. Così, quando nel l725 l’accademico, medico e naturalista svizzero J.J.Scheuchzer aveva ritrovato in Germania uno scheletro dentro una lastra di calcare, si era convinto che fossero i resti di un uomo annegato durante il diluvio. La spina dorsale e i frammenti di braccia potevano anche corrispondere ad un essere umano primitivo, ma non certo la testa, di forma troppo diversa. Scheuzer aveva risolto la questione attribuendo la deformazione del cranio allo schiacciamento. La parte inferiore del corpo non si vedeva, perché ancora nascosta nel calcare.

Cinque anni dopo, l’uomo aveva pubblicato il libro Physica Sacra, col quale sosteneva la sua teoria, prove alla mano e l’esemplare ritrovato era stato collocato nel museo Teylers di Haarlem, dove forse giace ancora. Nel 1810, quando Georges Cuvier, anatomista e fondatore della paleontologia era ministro dell’istruzione, gli era stato richiesto il permesso di rimuovere i frammenti di roccia che nascondevano i resti mancanti. Lui l’aveva dato e, quando l’intero scheletro era apparso, si era rivelato per quello di una salamandra gigantesca, come se ne trovano ancora in Giappone.