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Se mancano comunicazione e coordinamento

by in Umanità

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Il 2 di Ottobre 2015 mi sono rotta un polso destro e sono stata ingessata dall’attaccatura delle dita fino oltre il gomito. Gli errori commessi da chi mi ha fatto l’ingessatura e da chi me l’ha tolta, mi hanno lasciato notevoli problemi alla mano, gonfia e rigida. Dopo 11 mesi di fisioterapia passiva, (con un fisioterapista) e attiva, (da parte mia), i problemi si sono attenuati ma sono ancora presenti.

Ciò che ha provocato un notevole danno fisico ed economico a me e alla comunità, è stato causato da un problema che affligge troppo spesso le persone quanto le organizzazioni ad ogni livello: la mancanza di buona comunicazione e di coordinamento. Lo spezzettamento delle mansioni fra diversi specialisti, spesso impedisce di capire se ci sia stato un errore durante il percorso, perché è difficile che comunichino bene fra di loro, anche solo per questioni personali e di carattere. Spesso, pur tornando nello stesso ospedale per una visita di controllo, si trova un medico differente ogni volta e, sia per evitare scontri coi colleghi, sia per svista, facilmente rimane tutto com’è. Così, magari in buona fede, l’errore può ripetersi per mancanza di conoscenza dell’esito finale, da parte di chi interviene in qualsiasi fase. Quando si tratta di incompetenza, i danni sono ancora più grandi.

Per il paziente a volte è difficile rendersi conto se qualcosa non va, perché possono mancare dei sintomi che lo mettano sull’avviso, come nel mio caso. Dato che ovviamente è impossibile essere esperti su tutto, occorrerebbe dare informazioni basilari e di facile comprensione per i pazienti, in modo che possano dedicare loro stessi l’attenzione necessaria ad evitare qualche errore. Basterebbero pochi tratti essenziali, che raramente il medico ha il tempo e l’accortezza di fornire e che potrebbero invece essere illustrati in un pieghevole o un poster.

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Costa tempo, fatica e soldi, certo, ma ben pochi in confronto al danno notevole che ricade su tutti, dovuto alla mancanza di comunicazione e di coordinamento.

Quanti sono disposti a meditare anzitutto su questi aspetti e poi ad adoperarsi perché si rimedi?

Questo problema è ben presente anche nelle faccende personali e dunque, per creare un ambiente più attento e sensibile, che porti verso cambiamenti positivi anche sul piano generale, si dovrebbe cominciare da casa propria. Seguire e far seguire il corso di una vicenda, privata o pubblica, permette a se stessi e agli altri di capire meglio e dunque agire meglio. Purché ci sia onestà e sincero sforzo di comprendere, il commento anche quando è negativo permette di accorgersi se lungo il percorso ci sia stato un fraintendimento, un errore o altro. Dai malintesi nascono infiniti guai e sofferenze che sarebbero evitabili, abituandosi a seguire i fili che collegano pensieri e azioni.

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