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Il cibo che viene dagli alberi

by in Alimenti, Piante
foto da www.unadonna.it

foto da www.unadonna.it

 

In una dieta equilibrata, che per una donna adulta si può calcolare all’incirca in 2500 calorie, il 50% può essere fornito da carboidrati, il 30% da proteine e il 20 % dai grassi, anche solo di origine vegetale: legumi, cereali, semi, frutta.

Alberi dai frutti molto nutrienti possono essere fatti crescere con grande vantaggio per l’ambiente, in parziale alternativa persino alla coltivazione di cereali, dato che l’agricoltura, soprattutto se intensiva, tende ad impoverire il suolo e a lasciarlo sguarnito di difese contro il calore, la siccità, il vento, le alluvioni. Anche l’allevamento industriale degli animali nuoce non solo a loro, ma all’ambiente per l’inquinamento che genera, oltre che per per il consumo di suolo e acqua durante uno o più anni, per produrre il foraggio con cui alimentarli.

Ci sono alberi che forniscono semi squisiti, come i noccioli, i noci, i mandorli, i pistacchi e i pini domestici, dispensatori di grassi e proteine sostituibili alla carne per sostanza, senza i suoi difetti per la salute. Anzi, con i minerali che contengono e i grassi polinsaturi prevengono varie malattie. I frutti dei castagni ci danno molti carboidrati e proteine, le bacche dell’olivo oltre a dare olio, con un semplice trattamento diventano cibo di qualità, mentre la polpa dolce nei baccelli del carrubo era il nutrimento dei contadini fino a non molto tempo fa. Anche le ghiande di certe querce sono commestibili e sostanziose, tanto che in passato si faceva il pane con la loro farina.

foto da ortofruttabaldan.it

foto da ortofruttabaldan.it

 

Ci sono poi alberi dai frutti dolci quali il fico, il ciliegio, il susino, l’albicocco, il pesco, il melo, il pero, il caco, il melograno, il kiwi, l’arancio e gli altri agrumi, energetici e rinfrescanti, con molte vitamine e fibre fondamentali per la salute.

Aumentare dunque questo tipo di cibo in alternativa anche parziale a prodotti animali e cereali e cercar di piantarne gli alberi produttori nel proprio giardino o cortile, oltre a farci ottenere un vantaggio per la salute, contribuirà al benessere del pianeta e di tutti i suoi abitanti.

Per quanto riguarda i Paesi stranieri, da cui provengono molti di quelli che fuggono la fame provocata dalla siccità e dalle malattie, se ne potrà rallentare la migrazione favorendo nei loro Paesi la presenza di alberi da frutto che ombreggiano, nutrono, proteggono, rinsaldano i terreni, oltre a sfamare persone e animali.

 

albero del pane - foto da viaggiscoop.it

albero del pane – foto da viaggiscoop.it

 

Alberi tropicali dai frutti sostanziosi sono l’albero del pane Artocarpus communis, il néré Parkia biglobosa, la Moringa oleifera, la palma da cocco Cocos nucifera, la palma da dattero Phoenix Dactylifera, l’açaì Euterpe oleracea, il durian Durio kutejensis, la Manilkara zapota, il jack fruit Artocarpus heterophyllus, l’avocado Persea americana, l’akee detto anche mamoncillo Melicoccus bijugatus (il frutto si chiama Blighia sapida), la palma borasso Borassus flabelliformis, il Karité Vitellaria paradoxa, il Ginkgo biloba, i cui noccioli tostati sono comunemente mangiati in Oriente.

Alberi tropicali dai frutti dolci con particolari qualità nutritive sono Mango, Papaya, Guava, Annona, Pitaya, Carambola, Maracuja, Feijoa, Banano, Baobab e tanti altri.

C’è poi un contributo indiretto fornito dagli alberi attraverso gli insetti che ne mangiano le foglie, diventando a loro volta ottimo cibo per noi umani. Uno di questi è l’albero delle farfalle, conosciuto come mopane, a cui è dedicato  l’articolo tratto dal mio libro ALBERI DELLA CIVILTA’.

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