Blog

Il museo delle farfalle

by in Animali, Arte e cultura, Musei della natura e dell'uomo

 

 

farfalle06-vi

Vanessa dell’ortica

 

 

Già a Febbraio, le prime farfalle escono dalla loro crisalide nelle isole, ma anche all’estremità occidentale della Liguria e sul lago di Garda. Altre rispuntano dai nascondigli dove avevano passato l’inverno nel Sud Italia ma anche fra il lago di Como e quello Maggiore come nei pressi di Gorizia. Le prime informazioni ci fanno sapere che quei frammenti d’Italia hanno un clima tanto mite da permettere ai delicati fiori volanti di annunciare una primavera che altrove dovrà aspettare ancora.

Nel grandissimo Museo delle Farfalle di Schio, la voce appassionata di Giancarlo Paglia, che lo ha ideato e realizzato, fa conoscere un poco del carattere del nostro Paese insieme a quello degli insetti belli come i fiori su cui si posano. La stretta dipendenza fra la temperatura, il tipo di vegetazione e la salute dei luoghi, con la vita di queste creature è continuamente messo in rilievo per far comprendere quanto i fili che legano tutte le forme di vita siano numerosi, sottili e delicati. L’ambiente e tutti i suoi abitanti sono un insieme che sempre come tale va considerato, per potergli evitare qualcuno dei traumi a cui continuamente è sottoposto.

Sapere che gli odori, le farfalle li percepiscono infinitamente meglio di noi con le antenne, che i suoni li sentono nella pancia, che i sapori li gustano con le zampe, permette di comprendere quanto il metro umano per valutare le cose sia molto parziale e limitato.

Sapere che quando sono bruchi si nutrono delle foglie di erbe selvatiche o alberi, ma dopo aver messo le ali sorbiscono il nettare dei fiori di piante o i succhi di frutti di tutt’altro tipo, dà la misura di quanto sia vasto l’ambiente di cui hanno bisogno.

Sapere che i bruchi destinati a diventare farfalle diurne formano la propria crisalide con secrezioni della pelle, mentre quelli che saranno le falene notturne emettono dalla bocca un lungo filo di seta dentro cui si avvolgono è un’altra delle grandi differenze che è interessante conoscere nel Museo delle Farfalle di Schio.

Proprio imparare a distinguere le differenze sottili, che producono spesso grandi effetti è qualcosa che si può imparare. Come ad esempio, l’abitudine di rasare continuamente i prati li rende comodi come moquettes ed elimina insetti nocivi ma al tempo stesso distrugge moltissime varietà di erbe importanti e di fiori, insieme ad insetti utili e belli. Le lucciole, i grilli, le farfalle e infine le api, che sono fondamentali per la sopravvivenza delle piante, degli animali e dell’uomo perché sono loro che fecondano i fiori degli alberi da frutto.

Ogni porta che si apre ne mostra altre da aprire. Questa è una delle riflessioni che si portano con sé dopo aver visitato il museo.

 

www.nelregnodellefarfalle.it

 Nei dintorni ci sono vari alberi monumentali che vale la pena di vedere.