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Sequoie, segreto violato della California

by in Piante

Sagoma tipica di una giovane sequoia gigante Sequoiadendron giganteum a Chatillon (AO)

 

Nel 1851 l’architetto e giardiniere Joseph Paxton aveva potuto realizzare l’edificio in forma di serra più grande del mondo, per ospitare la prima Esposizione Universale che si sarebbe tenuta a Londra. Era una costruzione prefabbricata, modulare e riutilizzabile dopo lo smontaggio, che oltretutto non aveva bisogno di pilastri o muri per reggersi. Una nervatura in ferro tratteneva le lastre di vetro di quello che era stato chiamato Crystal Palace e la rapidissima costruzione dell’edificio di novantaduemila metri quadrati di superficie calpestabile era stato uno straordinario successo. Per la parte frontale della volta a botte, Joseph Paxton si era ispirato alla struttura delle gigantesche foglie della ninfea Victoria amazonica.

Nel 1852 un cacciatore sulle montagne della California del Nord, a oltre milleduecento metri di altitudine, stava inseguendo un grizzly ferito da lui nella caccia, quando si era trovato davanti un albero dalle dimensioni talmente grandi da fargli credere a un’allucinazione. Alta un’ottantina di metri, forse cento, con una circonferenza di ventotto, la prima sequoia che un uomo bianco avesse mai documentato (anche se altri prima di lui sembra le abbiano viste anni prima, senza ufficializzarlo) gli stava davanti. Il segreto della North Calavera Grove era stato violato e i suoi giganti vegetali dalla favolosa età di tremila e più anni, presto sarebbero stati conosciuti nel mondo intero.

 

la corteccia di The Mother of the Forest nel Crystal Palace – 1859 foto da Wikipedia

 

Il desiderio di possedere quelle meraviglie, di portarsele via, di esibirle, di guadagnarci dei soldi aveva colto gli uomini e in particolare i proprietari delle imprese di legname. Così avevano iniziato a farle abbattere con uno sforzo enorme, perché non esistevano ancora i mezzi adatti a questo scempio che entusiasmava i partecipanti, rendendoli orgogliosi come per l’uccisione delle balene. Uno di quegli alberi spettacolari, che era stato chiamato Madre della foresta, doveva essere portato in Europa ed esibito nel Crystal Palace. Trasportarlo per intero non sarebbe stato possibile ma la spessa corteccia leggera e spugnosa tipica delle sequoie sarebbe stata tolta fino all’altezza di trentasei metri e spedita intera via nave. Così la regina dei boschi di montagna era stata lasciata nuda ad affrontare il freddo e tutte le avversità che l’avevano fatta morire in pochi anni.

Molte sequoie plurimillenarie erano state abbattute prima che si riuscisse a tutelare le ridotte zone in cui da lunghissimo tempo erano vissute in pace e che dagli anni trenta del novecento sono parchi protetti. Dai piccoli semi i grandi alberi sono stati fatti riprodurre in tutto il mondo, ma i giganti che erano già maestosi all’epoca degli etruschi, si possono vedere solo nel loro luogo di origine, dove nel 1977 l’attivista Julia Butterfly Hill è intervenuta per evitare che ne sparissero altri, vivendo per quasi due anni su uno di loro.

 

tipica sagoma stretta della sequoia sempreverde Sequoia sempervirens a Sant’Olcese (GE)

 

Le sequoie, che sono sempreverdi, in tempi lontanissimi crescevano anche in Italia ma nella nostra epoca sono endemiche delle montagne della California, distinguibili in sequoie giganti, Sequoiadendron giganteum dalla chioma con le foglie e la sagoma vagamente simili ad ampi cipressi e quelle dette sequoie sempreverdi Sequoia sempervirens, dalla sagoma molto più sottile e foglioline che ricordano i tassi. In Italia adesso ne abbiamo di molto grandi in Trentino Alto Adige (BZ), in Veneto (BL) in Piemonte (CN) e (BI) in Lombardia (CO), in Liguria (GE) in Toscana (FI), in Emilia Romagna (MO) e altre regioni. Negli anni trenta del novecento, in Cina si sono trovate metasequoie Metasequoia glyptostroboides, credute estinte, riconoscibili dalle foglioline color verde molto chiaro, che in autunno si fanno di un rosso intenso e spettacolare prima di cadere, come avviene ai cipressi calvi Taxodium disticum coi quali vengono a volte confuse.

Un articolo sulle sequoie del castello di Sammezzano è qui

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